La morte bianca di Tavarnesi
Il pm: "Niente autopsia"
Nulla osta del Pm ai funerali: pare già un’indicazione sull’esito dell’inchiesta
Arezzo, 8 febbraio 2010 - E’ una morte bianca e basta. Senza il consueto seguito di autopsie, ipotesi, indiscrezioni. C’è la rabbia (si susseguono le dichiarazioni dei politici sul lavoro che uccide), c’è il dolore della famiglia (un’ex moglie, una compagna e due figli), c’è anche il nulla-osta del magistrato per la sepoltura. Il che significa che il Pm di turno Julia Maggiore ritiene di non aver bisogno di rivolgersi ai medici legali per fare chiarezza su quanto è accaduto. Sul macchinario che ha schiacciato Luciano Tavarnesi, padroncino di 47 anni, sul gancio che gli ha devastato il volto, provocandone la morte, quasi istantanea.
I funerali potrebbero svolgersi domani, ma la data è non ancora certa. Dipende tutto dai tempi di rientro del figlio dell’imprenditore, che vive in Australia e che sta cercando un volo. Deve attraversare mezzo mondo ed è normale che l’ultimo addio al padre dipenda anche dai suoi orari. Perchè nessuno vuole prendersi la responsabilità di un funerale al quale non possa partecipare il ventiduenne, trasferitosi dall’altra parte del globo per lavoro.
Intanto, l’inchiesta del Pm Maggiore va avanti. In procura regna la massima prudenza su eventuali negligenze che possano essersi verificate, ma già la scelta di dare il via libera alle esequie è un segnale preciso. Di solito, quando si individuano potenziali responsabilità di terzi, si procede non solo con l’autopsia ma anche con gli avvisi di garanzia per omicidio colposo alle persone che eventualmente possanno considerarsi coinvolti nell’infortunio. Sono avvisi "tecnici", come si dice in gergo, finalizzati a consentire ai protagonisti di nominarsi un consulente nell’autopsia, ma danno già un’idea della direzione in cui intende procedere il magistrato. Pare di capire che non sia questo il caso.
In effetti, alle otto e mezzo di sabato, sulla scena della tragedia c’erano solo la vittima e l’operaio cui aveva chiesto di dargli una mano. Quest’ultimo era sopra il cassone del camioncino, ma era Luciano Tavarnesi, da sotto, che guidava l’operazione di scarico dell’apparecchiatura a ruote (una sorta di trattorino per le dimensioni). E’ stato lui a prendersi la responsabilità di utilizzare un semplice piano inclinato di assi di legno per far scendere il macchinariofin dentro l’annesso. Mossa imprudente? Pericolosa, come l’operaio racconta di aver avvertito l’amico? Può darsi, ma anche se così fosse, l’imprenditore ha pagato ad usura qualsiasi errore
I funerali si svolgeranno a Lucignano, il paese di cui Tavarnesi era originario e dal quale era partito, con un diploma di geometra, per creare la propria azienda edile. Prima a Foiano, poi ad Arezzo. Gli amici raccontano di un uomo generoso e capace, un primo della classe che non negava mai il suo aiuto. Uno che si prendeva le responsabilità in prima persona. Sabato mattina compreso, quando era stato lui ad assumersi il ruolo più pericoloso, quello di chi stava sotto il macchinario, col pericolo di esserne travolto . E’ andata così e ormai, salvo mosse della procura, c’è poco da aggiungere.
Salvatore Mannino
