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Bagarre ex Lebole
La cordata pensa all’acquisto

Lievita il piano degli aretini: a giorni l’incontro a Pistoia con la proprietà

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Stefan Arezzo (Foto Tavanti)
Stefan Arezzo (Foto Tavanti)

Arezzo, 5 febbraio 2010 - Acquisto parziale dell’area o addirittura totale. E’ questa l’ultima piattaforma della cordata di imprenditori aretini (Butali, Giannetti ma altri potrebbero aggiungersi) che si accingono ad aprire le trattative con Aerre di Becciani e Carrara, proprietaria dell’area ex Lebole. La settimana prossima, come conferma ufficialmente Benito Butali, leader di Euronics nonché presidente dell’associazione commercianti, è previsto un incontro a Pistoia con la proprietà per definire l’eventualità di un piano di subentro. Trattativa non facile, per la verità. La posta è alta visto il valore strategico dell’area e le sue dimensioni. Si parla di novantamila metri quadrati se la trattativa dovesse decollare in direzione dell’acquisto totale.

 

"Aerre" aveva pagato, nove anni fa, 27,5 miliardi di vecchie lire: evidentemente vorrà rientrare per intero, calcolando poi in termini industriali i costi di un investimento rimasto bloccato per tutto questo tempo. La cifra da impiegare sarà dunque ingente, nell’ordine dei 25 milioni di euro; non sono bruscolini e la difficoltà dell’operazione è quindi innegabile. Anche un acquisto parziale, legato soltanto ai tredicimila metri quadrati del magazzino affittato da Stefan, costerebbe non pocco, circa otto milioni di euro alla quale dovrebbe aggiungersi la buonuscita per l’azienda pratese che dopo il contrato di stipula dell’acqusito ha già investito sull’avviamento dell’ingrosso una cifra ragguardevole.

 

D’altra parte il dado è tratto, nel senso che l’apertura di un "Cash & Carry" targato Stefan è osteggiata da uno schieramento composito che, pur nelle differenze, si compatta proprio nell’erigere barricate all’ingresso di un magazzino commerciale all’ingrosso, giudicato in realtà la maschera di una vendita al dettaglio. Le polemiche sono arcinote, il no delle associazioni di categoria è stato netto, i sindacati si sono espressi in modo drasticamente contrario. Lo stesso sindaco Fanfani ha rigettato con decisione l’ipotesi Stefan, dicendosi addirittura pronto a chiedere la rimozione dello striscione che annuncia la prossima apertura dell’ingrosso. Non tralascerà nulla, ha dichiarato Fanfani, per mettere i bastoni fra le ruote a Giuseppe Videtta, il patron dell’azienda che ad Arezzo e a Subbiano ha già aperto due grandi negozi. Insomma, nella vicenda si intrecciano due aspetti, uno più propriamente commerciale e l’altro politico (in senso lato). E il sindaco ha dato pure la sua benedizione alla cordata aretina.

 

Quanto a Videtta, il suo pensiero lo ha espresso in modo chiaro in più di un’occasione. "Sono un imprenditore — ha detto — e per gli imprenditori tutto ha un prezzo. Se ci sono acquirenti si facciano avanti, purché mi rifondano del milione mezzo che ho già sopeso, a cui va aggiunto il calcolo del mancato guadagno". Sempre Videtta ha confermato ciò che intende fare del suo "Cash & Carry", ovvero uno spaccio nel quale potranno avere accesso tutti i detentori di partita Iva e coloro che acquisteranno, alla modica somma di pochi euro, la tessera di adesione a una cooperativa di consumo. Da qui le accuse piovute da ogni dove di ingrosso mascherato, allo stesso modo di ciò che è avvenuto a Prato con tanto di ricorsi e controricorsi sfociati in una sentenza del Tar e in una sospensiva del Consiglio di Stato.

 

A Stefan, come potete leggere nell’intervista a fianco, la cordata aretina non chiude le porte in faccia, lanciando anzi all’azienda pratese un invito a unirsi agli eventuali acquirenti locali per aprire poi un negozio negli spazi destinati all’attività commerciale al dettaglio. Questa è la situazione a oggi, ancora non del tutto leggibile nei particolari ma vicina a una definizione. Basterà avere la pazienza di aspettare pochi giorni: all’indomani dell’incontro programmato a Pistoia, il destino dell’area ex Lebole apparirà a tutti molto più chiara.

Sergio Rossi

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