Tremonti contro Eutelia
Cattiva gestione

Pizzichi replica ad Anno Zero: non c’entriamo, Omega è altra cosa. Querela a Santoro

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Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti (foto Ansa, Ettore Ferrari)
Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti (foto Ansa, Ettore Ferrari)

Arezzo, 28 novembre 2009 - «Anche se non è mia competenza diretta c’è un impegno — ha detto il ministro Tremonti ad Annozero — E’ difficile credere che accada questo in una società quotata. Penso che la soluzione giusta sia andare verso un commissariamento, verso un intervento forte che metta a posto una società che, per quello che mi dicono, ha buoni contratti a comunicare da quelli pubblici. Ha avuto una gestione allucinante e forse con una gestione migliore potrà venirne fuori». La tv ha dato fuoco alle poveri. Ma da via Calamandrei la risposta è altrettanto decisa.
 

 

«Eutelia è una cosa, Omega un’altra»: inizia così la conferenza stampa di Leonardo Pizzichi, presidente del gruppo di via Calamandrei, che mette subito i puntini sulle i e rigetta al mittente tutte le accuse, ricadute sull’azienda in occasione della trasmissione televisiva. Una risposta indiretta anche al ministro in una vicenda nella quale a questo punto si intrecciano mille aspetti. Se Giulio Tremonti non ci è andato leggero, Pizichi cerca di distinguere la posizione delle varie società. E Attacca.
 

 

«Abbiamo dato mandato ai nostri legali di procedere civilmente e penalmente nei confronti della rubrica, di Michele Santoro e di Gianni Dragoni, giornalista del Sole24Ore». Perché? «Malgrado la nostra richiesta di partecipare al reportage e l’assicurazione che non si sarebbe parlato di Eutelia, gli interventi sono andati in tutt’altra direzione e si è fatta una grande confusione, coinvolgendo il nostro gruppo in vicende che non lo riguardano o di cui è solo vittima».
 

 

Ma le carte bollate arriveranno anche ad Omega, fa sapere Pizzichi, perché negli impegni sottoscritti era previsto l’acquisto della sede di via Bona, a Roma, acquisto mai avvenuto. Ma c’è di più. Omega non ha assolto agli impegni che riguardano alcune passività, per le quali Eutelia è responsabile in solido. Fin qui le polemiche emerse in occasione di una serata televisiva incandescente, che comunque ha creato «gravi difficoltà» al gruppo aretino, il quale per rimettersi in piedi, ha ribadito il presidente, deve affrontare seri problemi. Eutelia è in grado di farlo ed ha già migliorato la sua situazione economica e finanziaria.

 

E’ stata una vendita a «occhi chiusi» quella ad Omega? «Il nostro acquirente si era dimostrato credibile, l’operazione era sotto i riflettori della Consob e nessuno ha contestato quanto stavamo facendo, l’intreccio societario ci era noto fino alle società che facevano capo alla Libeccio di Milano. Il resto, no. Forse, altri intrecci sono stati costruiti successivamente».

 

La cessione, dicono in via Calamandrei, ha avuto luogo con gli stessi principi e gli stessi meccanismi contabili, che avevano dato vita ad Agile: 90 milioni di attività e 90 milioni di passività, beni immobiliari per 15 milioni, 33 milioni di crediti con operatori primari, 5 milioni di magazzino, 4 milioni di partecipazioni e altre poste. Sono stati trasferiti inoltre 40 milioni del Trf dei dipendenti. Lo stato di salute del gruppo, dice Pizzichi, sta migliorando: ha dimezzato le perdita da 100 a 50 milioni di euro e ha un fatturato di 240 milioni. E’ stato varato un piano industriale ed è in fase di attuazione quello finanziario. «Le difficoltà che stiamo attraversando nascono dal fatto che 4 delle 5 sedi operative, quelle di Roma, Torino, Ivrea e Parma, sono state occupate».
 

PIERO SCORTECCI

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