Arezzo, 13 ottobre 2017 - Il Circolo Karemaski, con la stagione 2017/18, festeggerà i suoi 10 anni. Un traguardo importante per un luogo e un’associazione come la nostra. Anzi, più che un’associazione, un porto urbano, al quale sono approdati e approderanno, artisti e avventori, musicisti, teatranti, scrittori e tanti semplici visionari che trovano, hanno trovato e troveranno, la possibilità di avere un contenitore aperto a proposte, con braccia e menti disposte a metterle in cantiere.

 

Innumerevoli le collaborazioni aperte in questi lunghi anni di attività, che hanno fatto nascere eventi, iniziative, appuntamenti, grandi incontri con alcuni fra i migliori artisti italiani e stranieri: dagli internazionali WHY!, A Silver Mt. Zion, God Is An Astronaut e Battles, a tutta la scena indie-rock e pop italiana: dagli ultimi fenomeni discografici come Calcutta, Fast Animals & Slow Kids, Francesco Motta, Iosonouncane, Levante, Ex-Otago, Thegiornalisti, fino a veri e propri pezzi di storia della musica italiana, come Diaframma, Verdena, Paolo Benvegnù, Giovanni Lindo Ferretti e innumerevoli altri. Per un totale di oltre 800, fra appuntamenti, concerti, spettacoli, party, pensati per far incontrare, esibire, conoscere, scoprire ai nostri soci, artisti emergenti, chicche, novità, come mostri sacri, nazionali e internazionali, creando cultura e progettualità a 360° nel territorio (con brevi ma incisive incursioni anche fuori dai nostri confini, come la scorsa stagione la missione di cooperazione a Bab-et-Tebbaneh in Libano, insieme alla crew hip-pop Assalti Frontali, dove il Karemaski è stato il protagonista di una “battaglia di pace e di musica” per i rifugiati siriani).

 

E anche quest’anno si riparte per una nuova stagione fatta di grandi concerti: la musica araba sperimentale del Libano-Canadese Jerusalem in my Heart (23 ottobre), il cantautorato di Giorgio Poi (27 ottobre), i Massimo Volume con la sonorizzazione live del film “La caduta della casa Usher” (4 novembre), il Lou Reed labronico Bobo Rondelli (8 dicembre), e la freschezza del sexy-pop di Gazzelle (9 dicembre), l’ultimo eccezionale successo del panorama indie-pop nostrano. Non mancheranno neanche i party: il primo, unico e insostituibile party LGBTQ del nostro territorio, il WhyNot, che aprirà le danze il 28 ottobre, il sempre verde, unico e inimitabile Trash Party™ (quello originale), in arrivo la notte di Halloween e una nuova serata fra dj-set e live, che andrà ad indagare le migliori sonorità in circolazione, in collaborazione con la testata web, attenta alla cultura giovanile, inkorsivo.com (11 novembre). Sono solo alcuni degli innumerevoli appuntamenti che costelleranno la prossima stagione.

 

Saranno tante le collaborazioni dei prossimi mesi karemaskiana: a parte i già citati Inkorsivo e ArciGay di Arezzo, anche con l’associazione Mea Revolutionae, che ha organizzato il primo appuntamento della stagione, Tiber! Tiber! Tiber! (21 ottobre), sera in cui i migliori gruppi della Valtiberina si presenteranno, in una logica di apertura e attenzione alle sonorità delle vallate e del nostro territorio che caratterizzerà l’intera stagione artistica, perché il Karemaski diventi sempre più punto di riferimento della fiorente comunità artistica del nostro territorio; e con il Mengo Music Fest, che curerà una serie di concerti nei prossimi mesi (un nome su tutti: Motel Connection, sabato 16 dicembre).

 

Un circolo nato dalla volontà di sette persone per colmare di musica un assordante silenzio, che si è trasformato in uno dei più grandi punti di riferimento per la scena live e per gli artisti di tutto lo stivale, che da alcuni anni usano il circolo per release party di uscita dei nuovi dischi e di presentazione dei nuovi progetti. Da una necessità urgente e bella, è nato e cresciuto un circolo, che armato della voglia e delle innumerevoli energie trovate lungo una storia lunga questi 10 anni, è diventato punto di riferimento cittadino, regionale e nazionale della musica dal vivo e non solo.

 

Non sono mancate e non mancheranno difficoltà ad operare nella città che è sempre stata culla di artisti e mecenati, ma che ultimamente sembra volersi più che altro chiudere in se stessa. Il Karemaski nella sua prima decade ha voluto portare ad Arezzo non solo cultura e divertimento, ma qualcosa di più, qualcosa come dei nuovi punti di vista, qualcosa come nuovi mondi possibili. E la nostra storia riparte proprio da qua, da un momento dove c’è ancora più bisogno di movimento culturale e di credere fortemente in qualcosa che sembra, oggi, un po’ più in pericolo di ieri: irruente o sommessa, ortodossa o trasgressiva, che piaccia o non piaccia, l'arte è per noi la miccia che innesca l'interscambio culturale, il meticciato, la comprensione, nuovi modi di vedere le cose. Ogni opera è un bene di tutti, in grado di accendere discussioni e scambi di opinioni, il cui vero risultato importante e tangibile è la catena di eventi che ne consegue.

 

E mentre per le vie della città da alcuni tempi iniziamo a sentire: "Non sarà un'opera d'arte a fermarci!”, noi affermiamo con forza che è solo nel rispetto, nella comprensione e nella valorizzazione delle differenze che può stare l'equilibrio di una società sempre più complessa e complicata. Con la stagione 2017/18, con i nostri primi 10 anni è ancora questo il nostro punto di approdo e di ripartenza. Lo faremo con un calendario che valorizzerà le differenze, gli interscambi e la bellezza dei punti di vista. Grazie a tutti quelli che hanno reso  possibile e continueranno a realizzare questa storia, insieme.  #Balanceindifference