Arezzo, 5 febbraio 2018 - Da Carlo Goldoni a Pietro Leopoldo, il nuovo progetto teatrale dei Noidellescarpediverse è un laboratorio di pace. L’associazione culturale ha incontrato un gruppo di studenti aretini per un’iniziativa che, finanziata dalla Regione per la Festa della Toscana, aveva l’obiettivo di valorizzare e di far conoscere il rivoluzionario operato di due geni illuminati che hanno vissuto alla fine del diciottesimo secolo. L’occasione per proporre ai ragazzi una speciale conferenza-spettacolo sul tema è arrivata dal tradizionale laboratorio di teatro del Liceo Classico “Petrarca” tenuto proprio dagli operatori dei Noidellescarpediverse ed arricchito da un’apposita lezione dal titolo “Goldoni, Pietro Leopoldo: due riforme della pace”.

Ideato e testato nei locali di Casa Museo Ivan Bruschi, il progetto è stato condotto da Samuele Boncompagni e Riccardo Valeriani con un ideale parallelismo tra il Granduca di Toscana che ha riformato il suo stato prevedendo l’abolizione della pena di morte e perseguendo una spiccata politica pacifistica, e il drammaturgo veneto che ha modernizzato il teatro e lo ha reso vicino alle situazioni reali della vita quotidiana. La riforma di Goldoni è permeata da un forte pacifismo simile a quello di Pietro Leopoldo che emerge soprattutto in tre commedie amare come “L’amante militare”, “L’impostore” e “La guerra” su cui gli studenti sono stati chiamati a lavorare nel corso dell’incontro, leggendo, riflettendo e reinterpretando i loro passaggi più significativi. Questo approfondimento continuerà da parte dei ragazzi del Liceo Classico anche nei prossimi mesi dal momento che, in vista della rassegna per le scuole “Messaggi” della Rete Teatrale Aretina, lavoreranno proprio su uno spettacolo dell’autore veneto riadattato da Boncompagni con la regia di Valeriani. «Il progetto sulle riforme di pace - ha commentato Boncompagni, - si colloca in una più ampia programmazione che stiamo portando avanti per celebrare i cent’anni dalla prima Guerra Mondiale con l’obiettivo di rendere noti quegli esempi illuminati e illuminanti di politica, cultura e arte».