Arezzo, 1 dicembre 2017 - Una donna che incarna un tipo di femminilità senza tempo, che ama la conoscenza, aspira alla libertà, ha il coraggio di affermare le proprie idee e di lottare per le proprie ambizioni in una società chiusa.

E’ questo il ritratto di Aspasia, la protagonista di “Lei guarda spesso il mare” un racconto elaborato a 14 mani e pubblicato per i tipi di BastogiLibri da sette amiche che hanno dato vita ad un singolare progetto di scrittura collettiva.

 

Saranno le stesse autrici Benedetta Banchi, Sandra Beronesi, Sabrina Geppetti, Cristina Petrucci, Ilaria Raffaelli, Caterina Savasta, Ludovica Taliani a presentare il libro a Arezzo in un appuntamento pubblico che avrà luogo domenica 3 dicembre alle ore 17.30 presso la Libreria Mondadori Bookstore Arezzo di via Roma, 15.

  

Sono poche le fonti storiche che parlano di Aspasia, donna realmente vissuta nella Grecia del V secolo a.C.; si sa che era poco amata dagli uomini del suo tempo, etichettata come etèra e tuttavia apprezzata e stimata da una delle menti più luminose di allora, Socrate.

Alle sette scrittrici bastano queste indicazioni per sceglierla come protagonista del racconto e parlare al femminile di temi quali l’amicizia, l’amore, l’istruzione, la medicina, i sogni, la vita dopo la morte.

Nelle pagine del libro Aspasia non è un’eroina; le autrici le trasmettono le loro esperienze personali, il loro vissuto e la descrivono come una donna che può essere ogni donna.

 

L’azione si svolge nella Grecia antica, ma i temi affrontati, i dubbi e le domande sollevate sono quelli di sempre e squarciano i veli del tempo, per portarci – con forza - all’attualità.

 

Curioso anche il modo in cui il libro viene scritto: le autrici, che vivono in città diverse, si incontrano di persona solo due volte. Per mesi si confrontano regolarmente su Skype, condividono lo schermo, una scrive e le altre dettano, danno idee, suggerimenti. Ne nasce un’esperienza di scrittura innovativa e avvincente.  Un racconto che cattura l’attenzione e si legge tutto d’un fiato.