Arezzo, 1 dicembre 2017 - La guerra nei volti visti con gli occhi e il cuore dell’artista. Una «storia vera» quella raccontata per immagini nella mostra di Paolo Antonio Toci che si apre stasera alle 19 alla galleria Bruschi di piazza San Francesco ad Arezzo e curata da Nicola Maranesi. Vera come la Seconda guerra mondiale, che nelle campagne e sull’Appennino toscano ha seminato stragi e morte. Vera come la resistenza, che ha forgiato per sempre intere generazioni. Vera come i reperti bellici, che affiorano dal terreno a risvegliare la memoria. Vera come l’arte, che si fa interprete delle emozioni e dello spirito di un tempo.

Una mostra che riflette la storia di un territorio - la Toscana e la provincia aretina in particolare – e di un epoca – gli anni dal 1943 al 1945 – attraverso un percorso incentrato sull’essere umano, vittima e carnefice di se stesso negli anni più oscuri del Novecento italiano. Con una linea netta, decisa, Toci estrae inconfondibili figure da una polverosa terra, animandole attraversi i colori non colori che da anni ne caratterizzano l’opera. Volti segnati dalla fatica, bambini privati del loro tempo, speranze di un mondo migliore. I nostri nonni, i nostri padri e le nostre madri, la pioggia e il freddo, il sangue e il sudore. La ricerca di Toci è stata un lungo e assiduo cammino a ritroso nel tempo, nei luoghi dove le battaglie sono state più dure. L’artista personalmente estratto dalla terra, nei siti storici, oggetti, bossoli, ricordi, spille monete, installati seguendo un’attenta simmetria a completamento della mostra. «Una storia vera» è curata da Nicola Maranesi, giornalista e storico, e si completa con i testi scritti dal professore di storia Bruno Caneschi. La mostra, patrocinata dal comune di Arezzo, resterà aperta fino al 9 dicembre.