Fanfani: "Senza università
inceneritore
in discussione"
“"Pari dignità con Siena, se lì prevale l'egoismo mi metto di traverso nei servizi in Comune, compresi bus e gas"
E' sempre più acecso il dibattito sui tagli all'università del Pionta. Dite la vostra

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Arezzo, 25 febbario 2011 - Qualcuno lo accusa già di campanilismo ma lui tira dritto e anzi alza il tiro. Ecco allora che il sindaco Giuseppe Fanfani rilancia ancora il piatto sulla questione università: "Dovesse saltare il corso di laurea in lettere, potrei mettermi di mezzo su tante cose, anche sulla realizzazione del nuovo termovalorizzatore di San Zeno». Detto fuori dai denti, il nipotissimo potrebbe bloccare la costruzione di un inceneritore che fa fibrillare la sua maggioranza ma che è destinato a servire un’area vasta nella quale è compresa tutta la Toscana meridionale, Siena compresa". E non è il solo proiettile che Fanfani si tiene nella giberna. Perchè, fa sapere, nel conto potrebbero entrare anche trasporti ed energia, ossia le società miste Estra e Tiemme.
Sono i temi, del resto, che il sindaco ha affrontato nella sua ennesima lettera istituzionale, di quelle che spesso suscitano il sarcasmo dell’opposizione di centrodestra e del suo candidato Grazia Sestini. Stavolta il destinatario è il presidente della Regione Enrico Rossi. "Sono perfettamente consapevole - scrive il Nipotissimo - che siamo di fronte al rigido rispetto delle indicazioni ministeriali, ma rimango altrettanto convinto che il tema della presenza universitaria su un territorio non possa essere ridotto a una semplice questione di numeri". Come a dire che se c’è da fare guerra, lui è pronto.
Come? il sindaco già lo suggerisce nella lettera a Rossi: "Se altrove (leggi Siena Ndr) prevarranno egoismi e particolarismi, allora non potrò che trarne le inevitabili conseguenze, che avranno riflessi sui processi di aggregazione in corso in alcuni fondamentali servizi pubblici della Toscana meridionale, dai trasporti ai rifiuti, dall’acqua all’energia". La parola termovalorizzatore non c’è esplicitamente, ma Fanfani non si vergogna a pronunciarla con la 'Nazione': "Se mi costringono, sono pronto a mettermi di traverso su tutto, anche su quello". Ed è una specie di minaccia atomica, perchè senza l’impianto di San Zeno (78 mila tonnellate di portata) tutta la Toscana meridionale va in crisi nella gestione del ciclo dei rifiuti.
"Ma Arezzo - spiega il sindaco - non può essere solo la discarica degli altri. Sono disposto a caricarmi della mia parte di oneri per la gestione in comune dei servizi, ma dentro deve esserci anche l’università». Per la quale il Nipotissimo si dice pronto ad esplorare l’ipotesi di una razionalizzazione, 'però in condizioni di parità'. "Siena sta al centro di un territorio agricolo-turistico, la nostra invece è una realtà manifatturiera. Logico sarebbe dunque che qui ci fossero i corsi di laurea in economia e ingegneria e lì quelli umanistici. In queste condizioni potrei capire anche un discorso su Lettere. Ma così si va solo a smantellare una facoltà che è sempre ai primi posti nelle classifiche nazionali. E allora reclamo una dignità uguale a quella di Siena e voglio che si creino le condizioni per una distribuzione del servizio istruzione universitaria".
Insomma, Fanfani si tiene aperte due strade. La prima, quella che lui ovviamente preferisce, è quella di una ricomposizione della questione Lettere nel senato accademico di lunedì, altrimenti è pronto alla linea dura, come scrive a Rossi: "Arezzo in questi anni ha dato grade disponibilità al lavoro di razionalizzazione dei servizi. Per noi la logica della collaborazione, della sinergia istituzionale è assolutamente prioritaria. Ovviamente non può esserlo solo per noi". Il sottinteso è che l’università è uno spartiacque. Altrimenti tornano in discussione non solo il termovalorizzatore, ma anche Tiemme, società unica dei trasporti, ed Estra, che unisce al Coingas alle società gemelle di Siena e Prato. Bluff o mano forte di poker? Sta agli altri, adesso, andare a vedere le carte.
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25/11/2011 - Arezzo
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