Qualcuno rinuncia allo stipendio, altri all'auto blu. Le giunte che si sono formate dopo le ultime elezioni amministrative stanno compiendo scelte che per la maggior parte sono una riedizione di quelle in vigore nella consigliatura passata
Firenze, 1 agosto 2009 - La storia più incredibile, in un’Italia in cui la politica è stata troppo spesso interpretata come mangiatoia, arriva da Proserpio, un paese del Comasco: dal 1964 il sindaco e gli assessori che si sono succeduti hanno rinunciato allo stipendio, lasciando le spettanze alle casse comunali. E lo hanno fatto sia che le loro bandiere sventolassero al centro, come quelli dei monocolori Dc, che a destra o a sinistra.
In Toscana l’eco di quella passione disinteressata è arrivata nel paese di Amintore Fanfani, Pieve Santo Stefano, dove il primo cittadino Albano Bragagni — già in passato sindaco a zero lire — e oggi anche la sua giunta al completo hanno deciso di seguire l’esempio: non prenderanno indennità e neppure gettoni di presenza o rimborsi. Neanche un centesimo. Quei centomila euro all’anno serviranno ai bisogni comunali. «I 17 consiglieri potranno fare come noi: saranno altri duemila euro risparmiati», è l’invito di Bragagni. «La nostra non è stata una scelta facile, visto che l’impegno è gravoso — spiega l’assessore all’istruzione Luca Gradi —, ci sembra però un segnale da trasmettere ai cittadini. Del resto, crediamo che l’indagine svolta da La Nazione sui costi della politica meriti anche questa nostra risposta».
Che fare delle indennità, dunque? Le giunte che si sono formate dopo le ultime elezioni amministrative stanno compiendo scelte che per la maggior parte sono una riedizione di quelle in vigore nella consigliatura passata. I nuovi governanti della Provincia di Firenze beneficeranno della cancellazione del taglio imposto nel 2006 da Prodi e annullato nel 2008 dalla Giunta Renzi: quindi 7320 euro lordi mensili al presidente Andrea Barducci, 5490 alla vicepresidente Laura Cantini, 4.758 a Carla Fracci (se non rinuncerà) e agli altri dieci assessori.
Anche Roberto Vasai, che guida la Provincia di Arezzo, ha abbassato i costi del livello politico: «Anziché le indennità, taglio però uno degli otto assessori». Così ha fatto. A Montecatini è scattata invece una gara virtuosa interna al Comune. Il sindaco Giuseppe Bellandi ha deciso di incidere sui benefit, imponendo un uso francescano di cellulari e auto blu. Anche a se stesso: multato per divieto di sosta, non ha esitato a mettere mano al portafoglio senza dire «Lei non sa chi sono io». Il suo assessore allo sport, Stefano Pucci, non rinuncerà ai 1300 euro dovuti: «Ma per distribuirli, con turni mensili, alle società sportive minori».
La sforbiciata ai costi può anche sorprendere la politica. Lo sanno il presidente della Provincia di Livorno, Giorgio Kutufà, e i suoi assessori a cui il ragioniere capo Alberto Bartalucci senza tanti complimenti ha decurtato le buste paga del venti per cento. Miracoli della burocrazia.
Luciano Salvatore
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