Fra i loro pazienti figuravano nomi di persone decedute, anche da 9 anni. Così, sei medici aretini, sono stati denunciati per truffa dalla Guardia di Finanza, perché continuavano a prendere i soldi dal Sistema Sanitario Nazionale per curare pazienti defunti
Arezzo, 27 giugno 2009 - La Guardia di Finanza di Arezzo ha denunciato per truffa sei medici aretini che continuavano a prendere i soldi dal Sistema Sanitario Nazionale per i loro pazienti, nonostante alcuni di questi fossero deceduti da tempo. In qualche caso anche da nove anni. Dalle indagini delle fiamme gialle sono emersi oltre 100 pazienti defunti, per i quali il Ssn continuava a erogare ai medici indagati le quote spettanti per l'assistenza.
Il danno all'Erario è stimato in circa 40mila euro. La scoperta è avvenuta quando gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della GdF hanno effettuato un riscontro tra i certificati di morte trasmessi dai Comuni della provincia per il periodo dal 2000 al 2008 e i dati immessi all'anagrafe degli assistiti dell'Asl 8 di Arezzo. In numerosi casi, a compilare il certificato di morte era stato lo stesso medico di base, che pure aveva continuato a beneficiare delle erogazioni pubbliche.
Sei medici di famiglia sono stati così segnalati alla Procura della Repubblica: l'ipotesi di reato a loro carico è quella di truffa ai danni dello Stato. In conseguenza dell'accertato danno all'Erario; inoltre, è stato deferito alla Procura Regionale della Corte dei Conti un dirigente della locale azienda sanitaria.
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