Cinque milioni perduti per le casse dei Comuni: questa è la cifra che costa ai bilanci l’oscuramento di oltre 50 autovelox Da gennaio a oggi 1500 infrazioni in città
Autovelox SI o NO? Il prefetto di Arezzo abolisce gli autovelox perché non si può contestare subito la multa. Che ne pensate? Scriveteci
Arezzo, 27 giugno 2009 - HANNO TIRATO il collo alla gallina dalle uova d’oro. La circolare prefettizia che di fatto ha oscurato la quasi totalità degli autovelox, salvandone tre nel capoluogo oltre ai quattro attivi in autostrada, rischia di provocare un tracollo economico ai Comuni. Le oltre 50 macchinette raccoglievano infatti, in media, circa centomila euro cadauna. Fate i conti e vi accorgerete che 5 milioni resteranno nelle tasche dei cittadini per sfuggire alle amministrazioni. Dividendo la cifra pro capite (comprendendo i bambini), ognuno di noi risparmierebbe quasi 17 euro, 68 per una famiglia di quattro persone il che, con i tempi che corrono, non è poca cosa.
I danni variano da Comune a Comune e paradossalmente chi ne risentirà di meno è proprio quello che ne aveva dislocati di più sul territorio, ovvero il capoluogo. Ad Arezzo, infatti, rimangono in funzione gli autovelox che più vittime mietono, segnatamente i due (in particolare in direzione nord) di viale don Minzoni. Promette bene pure la terza macchinetta attiva, installata di recente a San Giuliano sul raccordo che conduce al casello autostradale.
IL VICESINDACO Giuseppe Marconi, d’altra parte, aveva già variato la posta di bilancio relativa all’incasso previsto per le multe, limandola in modo consistente. «Avevo tolto dalla previsione — spiega — ottocentomila euro. A oggi gli incassi calcolati nel 2009 come provento di multe ammontano a sei milioni e ottocentomila». Cifra lontana dagli 8,5 milioni messi a bilancio nel 2007 e anche dagli 8 del 2008. «Ma non c’entra la circolare del prefetto — dice ancora Marconi — in realtà le multe da autovelox sono diminuite dopo i primi mesi per un comportamento più corretto degli automobilisti, segno che le postazioni sono servite come deterrente e non come macchine mangiasoldi». Nel 2007, aggiunge il vicesindaco, il dilatarsi delle entrate «era dovuto al pagamento delle infrazioni per l’ingresso in Ztl dopo l’entrata in funzione delle telecamere ai varchi».
MA CE’ DI SICURO qualche piccola amministrazione che lascia per strada più di una penna. A Monterchi, ad esempio, erano in funzione tre autovelox che in un anno fruttavano al Comune circa trecentoventimila euro. Per non parlare del Casentino e dei dieci chilometri delle Bermude: quattro postazioni in una manciata di chilometri, due nel minuscolo tratto di strada regionale che rientra nei confini del Comune di Chiusi della Verna: in quel consiglio comunale, nel 2007, si parlò anche di cifre e che cifre. Quattrocentomila euro all’anno. Trecentomila circa erano invece appannaggio di Bibbiena, centomila di Castel Focognano. Ma lo stesso discorso vale per gli altri Comuni visto che la metà dei 39 della provincia aveva provveduto di buona lena a installare macchinette, con l’eccezione della Valdichiana dove di trappole ne è stata sistemata una sola, a Foiano. L’elenco completo degli autovelox lo potete d’altra parte vedere nel grafico che pubblichiamo qui a fianco.
Il prefetto Salvatore Montanaro è così diventato di colpo uno dei personaggi più popolari della provincia di Arezzo. Ieri ha riscosso consenso anche da parte di alcuni politici, come Cristiano Romani (La Destra) che applaude alla circolare. O come Francesco Macrì, del Pdl, che apprezza il Prefetto per il «coraggio dimostrato nel tentativo di mettere ordine a un modello di viabilità comunale che ha visto, per responsabilità dell’attuale amministrazione, solo il dilagare degli autovelox. È oramai consolidata la percezione nei cittadini che le cosiddette macchinette sono state piazzate per fare cassa».
Sergio Rossi
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