Ne restano 3 su 59. "Senza vigile sono fuorilegge". Ma i sindaci non ci stanno
Autovelox SI o NO? Il prefetto di arezzo abolisce gli autovelox perché non si può contestare subito la multa. Che ne pensate? Scriveteci
Arezzo, 26 giugno 2009 - TANA LIBERA TUTTI. Un decreto prefettizio ha oscurato decine e decine di autovelox in provincia di Arezzo. Erano cinquantanove fino a ieri, oggi ne restano solo tre in funzione, tutti nel Comune capoluogo. Gli altri risultano fuori legge a meno che un vigile urbano non sia nei pressi per elevare una contestazione immediata dell’eccesso di velocità.
E’ stato il prefetto Salvatore Montanaro a calare la scure sulle infernali macchinette. Negli ultimi anni erano spuntate come nel bosco i funghi di settembre; cinquantanove appunto, una ogni seimila abitanti circa. Erano croce e delizia. Croce per gli automobilisti, delizia per le esauste casse dei Comuni che avevano trasformato l’autovelox da deterrente a strumento mangia-soldi per finanziare le attività dell’amministrazione, come le poste di bilancio testimoniano in modo netto e convincente.
Il prefetto Montanaro ha diramato la circolare strozza-multe il 9 giugno, inviandola alla Provincia e ai sindaci, «ma dopo averla ampiamente comunicata agli interessati che non potranno dire sia stata un fulmine a ciel sereno». La circolare taglia in modo severo l’elenco delle strade per le quali è consentita la deroga alla contestazione immediata dell’infrazione. Le precedenti interpretazioni avevano allargato il novero dei tratti interessati che secondo la circolare Montanaro, sulla base della normativa più recente e sulla scorta di «valutazioni e informazioni acquisite per il tramite dei rispettivi Corpi di Polizia Locale, risultano attualmente rispondenti alle condizioni prescritte dalla legge».
Come dire che la verifica dei parametri previsti (in primis pericolosità della strada e dissesto) deve portare a un restringimento della griglia. E stringi stringi, rimangono soltanto tre in tutta la provincia (oltre naturalmente all’autostrada del Sole che è tutta un’altra parrocchia) i tratti stradali dove la deroga alla contestazione immediata viene consentita: la tangenziale extraurbana che per tre quarti cinge la città, il raccordo verso Battifolle e il casello A1, l’intersezione con la Valdichiana aretina della superstrada Bettolle-Perugia. Fuori dall’elenco le principali arterie disseminate di trappole, come la regionale 71 del fondovalle casentinese che quasi a ogni curva presenta una postazione fissa. Erano talmente tanti gli autovelox, da spingere molti automobilisti del Casentino, a fine maggio, a una singolare protesta con marcia per chilometri a passo di lumaca.
Adesso la situazione cambia e il prefetto è categorico: «Nulla è immutabile — premette — è c’è un organo apposito, la Consulta della Sicurezza, per verificare periodicamente i parametri. Ma ad oggi le multe senza contestazione immediate, al di fuori delle tre strade indicate, sono illegittime». Ma i Comuni non ci stanno. Il vicesindaco di Arezzo, Giuseppe Marconi, ha annunciato per la prossima settimana la convocazione di un’assemblea fra tutte le amministrazioni per valutare la nuova situazione e studiarne le vie d’uscita. Anche perché, sottolinea Marconi, una recente sentenza della Cassazione dà un’interpretazione molto meno restrittiva rispetto a quella applicata dal Prefetto di Arezzo.
Sergio Rossi
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