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Pedofilo all'Orciolaia: arresto blitz
Molestie a 2 bambini nel parco

Un quarantenne di origini foggiane é stato arrestato dopo le molestie a due bambini in un parco cittadino. I fatti risalgono al periodo tra 14 e il 18 giugno e vedono per protagonisti passivi due ragazzini il cui unico torto è di essersi trovati al momento sbagliato nel posto sbagliato. Le indagini sono state condotte dai carabinieri

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Bambini al parco Arezzo, 25 giugno 2009 -  Sono andati a prenderlo a casa. Con un’ordinanza di custodia cautelare per pedofilia firmata a tempo di record dal Gip Luciana Cicerchia. E’ accusato di aver molestato due bimbi di origine albanese e un loro cuginetto un po’ più grande ai margini del campetto di calcio dell’Orciolaia, in fondo a via Torricelli, praticamente a due passi dalle siepi della notte di sangue che terrorizzò una città intera, la sparatoria fra due gang rivali, ancora di albanesi.

 

Lui è un quarantenne di origini pugliesi, foggiane per la precisione. E’ in cura al Sim e il suo avvocato, Niki Rappuoli, che lo ha incontrato in carcere nel tardo pomeriggio, si prepara a chiederne il trasferimento in un ospedale psichiatrico giudiziario. L’inevitabile conseguenza, la malattia mentale, di un’infanzia difficile, travagliata, fatta di maltrattamenti in famiglia e peggio: anche lui, da bimbo, era stato violentato. La classica vittima, insomma, che si trasforma in carnefice. Per il pedofilo, infatti, non è la prima volta: già era stato condannato nel 2000 per lo stesso reato.

 

I fatti, stavolta, sono recentissimi. Si svolgono infatti fra il 14 e il 18 giugno e vedono per protagonisti passivi due ragazzini il cui unico torto è di essersi trovati al momento sbagliato nel posto sbagliato. Il pugliese li avvicina ai margini del campetto con una scusa, quella di una playstation portatile con la quale si offre di farli giocare. Il resto è fin troppo facile immaginarlo: i bimbi attirati su una panchina, le mani che si allungano, l’ambiguità di giochi che i bimbi stentano persino a comprendere. Li raccontano però a un cuginetto quasi adolescente. Anche lui si incontra col pedofilo in una seconda occasione, anche lui riceve profferte sessuali che però, più smaliziato, riesce a rifiutare. Per guadagnarsi la fiducia dei piccoli il foggiano si offre persino di arbitrare le loro partite di calcio.

 

Ma il segreto resiste poco. I ragazzini parlano, i carabinieri indagano, il caso finisce sul tavolo del Pm Elisabetta Iannelli. Che non perde tempo, sia per la gravità dell’accaduto, sia per i precedenti, dai quali è facile immaginare che le molestie possano ripetersi. E verso gli stessi protagonisti e anche verso altri. In pochi giorni, insomma, il pubblico ministero prepara una richiesta di ordinanza cautelare al Gip Luciana Cicerchia, giudice scrupolosa come ce ne sono poche. E infatti la pratica non resta a dormire. Arriva subito la firma, ieri pomeriggio può scattare il blitz degli uomini dell’Arma.

 

Il pedofilo finisce a San Benedetto, ma le sue condizioni psichiche sono cattive. Fa discorsi sconnessi, non si rende conto neppure del guaio in cui si è cacciato. Ecco perchè già stamani l’avvocato Rappuoli depositerà l’istanza di trasferimento in una struttura specializzata in cui possa essere curato. Per esorcizzare i fantasmi di un’infanzia che è diventata l’anticamera delle molestie verso altri innocenti come era lui.

Salvatore Mannino










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(Foto omaggio)