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IN BALìA DEI BANDITI

Due aretini ostaggio dei banditi: minacciati con la pistola

Due aretini, Giuseppe G. 38 anni e Nicola S. 29, hanno vissuto proprio lì una notte che non dimenticheranno facilmente. Si sono trovati con le pistole puntate di due rapinatori in passamontagna che per oltre un’ora li hanno tenuti bloccati in una stanza e hanno messo sottosopra la loro casa alla ricerca di soldi e altri oggetti da rubare

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Un rapinatore (Foto Imagoeconomica) Arezzo, 9 gennaio 2009 - Sono partiti insieme da Arezzo per andare a vivere e lavorare in un piccolo villaggio brasiliano sul mare. Trancoso, così si chiama, ha iniziato da qualche anno a far parte del circuito turistico internazionale, una manciata di casette variopinte tra Arraial d’Ajuda e Porto Seguro, nello stato di Bahia, con il classico paesaggio da cartolina esotica: sole, mare, tranquillità, belle donne.

 

Se non fosse che i due aretini, Giuseppe G. 38 anni e Nicola S. 29, hanno vissuto proprio lì una notte che non dimenticheranno facilmente. Si sono trovati con le pistole puntate di due rapinatori in passamontagna che per oltre un’ora li hanno tenuti bloccati in una stanza e hanno messo sottosopra la loro casa alla ricerca di soldi e altri oggetti da rubare.

 

Alla fine si sono dovuti accontentare di poco, ma la paura, anche a distanza di qualche giorno, è ancora viva: "Non mi era mai capitato di trovarmi puntata contro un’arma, garantisco che è una sensazione che non auguro a nessuno" confida Nicola che da ottobre ha condiviso con l’amico Giuseppe l’avventura nel paese sudamericano.

 

Insieme ad un trentenne milanese si occupano della gestione del ristorante 'Pára-Raio'. Nell’altro emisfero siamo in piena stagione turistica: "Mi dicono che là ad Arezzo fa un freddo cane, qui siamo sempre sopra i 30 gradi" scherza Nicola, quasi ad esorcizzare la brutta esperienza che ha vissuto sulla sua pelle al di là dell’Oceano Atlantico.

 

Una rapina iniziata nel cuore della notte, quando il 2009 era iniziato appena da un giorno. Giuseppe e Nicola vivono con l’amico milanese in una casa con giardino vicino al loro ristorante. Un locale annesso ad una discoteca e apprezzato per la cucina italiana, soprattutto per la pizza e la pasta.

 

È circa l’una di notte tra il primo e il 2 gennaio: la serata al 'Pára-Raio' è finita da poco. Il milanese sta parlando con una ragazza del posto in giardino, Nicola è già in camera al piano superiore dell’edificio e si prepara a mettersi a letto dopo una giornata di lavoro. I banditi spuntano dal buio come due saette: puntano le armi contro i due fuori dalla casa e li fanno entrare in casa. Nicola sente un po’ di trambusto e scende: si trova i malviventi davanti con le armi in pugno che gli gridano di avvicinarsi agli altri due.

 

"Mastichiamo un po’ di portoghese dopo qualche mese in Brasile - spiega il ventinovenne aretino - ma con noi c’era una ragazza brasiliana, è lei che ha parlato con loro: ci hanno detto di abbassare lo sguardo, di non fissarli e si sono fatti consegnare i cellulari. Poi ci hanno chiesto i soldi, ma in tasca non ne avevamo".

 

Proprio in quel momento arriva anche Giuseppe G. che si è intrattenuto qualche minuto in più nel ristorante. Apre la porta e si trova di fronte una scena da thriller: un uomo incappucciato con una pistola in mano che lo invita ad entrare senza aprire bocca. Anche per lui inizia la 'spoliazione': sotto la minaccia delle armi consegna il suo telefonino e il denaro che ha con sé, 600 real, la moneta brasiliana, l’equivalente di appena 200 euro. Ma l’incubo non è finito qui. I due rapinatori non sono contenti del magro bottino e cercano qualcosa in più.

 

Uno dei due delinquenti fa inginocchiare i tre italiani e la ragazza brasiliana con la testa chinata e li tiene sotto controllo con la pistola spianata, l’altro inizia a mettere sottosopra la casa alla ricerca di qualcosa di più prezioso da portare via: "Sono stati momenti terribili - dice Nicola S. - continuavano a gridarci di non alzare la testa e di non fare stupidaggini. Hanno portato via qualcos’altro, ma nulla di particolarmente importante: borsoni, abbigliamento, qualche altro oggetto di poco conto. Io avevo i miei soldi nascosti in camera mia, se me li avessero chiesti gli avrei sicuramente indicato dove erano. Ma ad un certo punto quello che stava girando per casa ha chiamato l’altro e se ne sono andati via di corsa".

 

Per i quattro l’odissea in balìa dei banditi è durata oltre un’ora. Adesso hanno presentato denuncia alla Polícia Civil, ma non sperano molto sul fatto che i due vengano individuati. "Alla fine di febbraio, comunque, torno in Italia - conclude Nicola - nonostante tutto, qui si sta da dio". Nonostante tutto. 

Federico D' Ascoli










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LA FOTO DEL GIORNO

Violino (Foto Ansa)

Orchestra a Plettro
al teatro Pietro Aretino

L'Orchestra a Plettro 'Città di Arezzo', domenica 11 gennaio, si esibirà al teatro 'Pietro Aretino'. Il complesso diretto dal maestro Lino Alterio, si avvale della collaborazione della solista soprano Gaia Matteini. Il repertorio spazia dalla musica napoletana d'autore a brani popolari. Ingresso libero