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QUALITA' DELLA VITA

Un calcio agli anni del lungo declino
Confermata l'inversione di marcia

Classifica del Sole-24 Ore: Arezzo recupera posizioni e ora è al 34° posto, davanti ad antiche capitali del buon vivere. Più reati e infrastrutture i punti dolenti, corre la giustizia

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Arezzo, piazza Vasari (Foto Tavanti) Arezzo, 30 dicembre 2008 - Stiamo meglio, ma non possiamo ancora dire che non siamo mai stati così bene. Nella classifica del benessere del 'Sole-24 Ore', ormai un classico fra gli appuntamenti di fine anno, Arezzo consolida l’inversione di tendenza di un anno fa e si conferma (ma ci mancava altro) bene ancorata all’Italia più vicina all’Europa, quella abituata a convivere con una qualità della vita di livello medio-alto.

 

Certo, non sono ancora i tempi di una decina di anni fa, quando questa provincia ricca e sazia stava tranquillamente nel paradiso delle prime dieci posizioni, ma il trentaquattresimo posto non è affatto da disprezzare. Intanto perchè consente di scalare un altro paio di gradini, riportandosi a ridosso di città notoriamente virtuose come Mantova e Treviso, la locomotiva del nord-est.

 

E poi perchè rispetto alla mediocre quarantacinquesima piazza del 2006 è tutta un’altra musica. Vuol dire forse che il momento peggiore di Arezzo, quello in cui si era temuta una spirale inarrestabile verso il basso è ormai passato e il capoluogo con il suo retroterra è ancora in piedi.

 

In Toscana il 'Sole' ci assegna la quinta posizione, alle spalle della solita Siena,di Firenze, Grosseto e Livorno. Attenzione, però, perchè le altre perdono posizioni rispetto a un anno fa (fanno eccezione Siena, stabile, e Livorno), mentre Arezzo torna a salire, lasciandosi alle spalle ex città del benessere come Pisa e Lucca, protagonista di un clamoroso scivolone, o capitali dell’industria diffusa come Prato.

 

Soprattutto, questa provincia si conferma ben al di sopra della media nazionale, che è di 493 punti. Arezzo è a quota 515, come a dire in piena zona benessere. Aosta, prima in classifica sta quasi cento lunghezze più avanti, ma Caltanissetta, la cenerentola, si ferma a 381, a una distanza siderale.

 

D’altronde, la classifica del 'Sole' sembra l’ennesima conferma delle diagnosi che dividono l’Italia tra le aree benestanti, quelle che arrancano e quelle alle soglie della povertà, concentrate soprattutto al sud. Noi continuiamo a marciare nel plotoncino di testa, a debita distanza, è vero, dalle prime, ma anche tenendoci alle spalle realtà di grande dinamismo economico-sociale come Modena, Verona, Brescia, Lecco e persino Bergamo. Sta sotto pure una storica rivale come Perugia.

 

C’è da considerare poi che in questo genere di classifiche Arezzo è sempre sottostimata in quanto a benessere reale perchè le graduatorie ufficiali non considerano, e non possono considerare, la ricchezza in nero dell’oro. Anche a volere aggiungere un dieci per cento, sarebbe un passo avanti notevole nel risultato finale. Ecco perchè, uno dei punti di sofferenza aretini nell’inchiesta di fine anno è relativo proprio al tenore di vita, misurato in termini economici: manca il sommerso. Non per niente, la provincia riguadagna subito posizioni nella sottoclassifica di affari e lavoro che misurano piuttosto il livello di dinamismo sociale.

 

A seguire un precipizio, quello riguardante servizi e ambiente, sul quale pesa il capitolo dolente delle infrastrutture. La sessantaquattresima piazza nazionale è mediocre assai, segno di una provincia che aspetta investimenti in strade, ferrovie e quant’altro. Niente a che vedere, per intenderci, col flusso di denaro pubblico che contribuisce a far scalare le prime posizioni a province autonome come Aosta, Bolzano e Trento, privilegiate dai trasferimenti del governo.

 

Se Arezzo va benissimo quanto a popolazione (il solo settore in cui entra nelle prime dodici posizioni, grazie a densità demografica non troppo elevata, immigrazione elevata, segno di capacità di attrazione del sistema socio-economico e nascite), assai meno brillante è il capitolo dell’ordine pubblico, in cui spicca un dato: l’aumento dei reati dal 2003 è tra i più alti d’Italia, addirittura il 50 per cento.

 

Ma si tratta pur sempre di una cifra relativa, in una realtà nel complesso tranquilla: non a caso, la questione criminalità non è percepita dagli aretini fra le priorità. Infine un indicatore confortante, quello sulla velocità della giustizia, che vede il tribunale ai primi posti (dodicesimo) per cause esaurite rispetto a quelle pendenti. Vuol dire che i magistrati lavorano bene, pur fra le difficoltà che tutti sanno. Anche questo è il benessere di una comunità.

Salvatore Mannino, Piero Scortecci










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Torna l'iniziativa, ideata ed organizzata da Terretrusche, 'Colazione al Museo': al Maec, Museo dell'Accademia etrusca della Città di Cortona i visitatori potranno gustare croissant, bignè al gianduia e datteri ripieni la mattina del 1 gennaio 2009. Il buffet sarà allestito dal ristorante Tonino nella cornice della Sala Medicea (Foto Tavanti)