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LA CITTA' DELLE FESTE

Guido Monaco in ritardo sui lavori
Natale a rischio, apertura slittata

Rischia di slittare a dopo Natale l'apertura della piazza. Il cantiere risulta fortemente in ritardo sui tempi previsti a causa delle fontane.L'assessore Dringoli: "I veri e propri lavori di cantiere sono conclusi o quasi. Se problemi restano è sugli arredi e soprattutto sulle fontane. Ma per fine novembre ce la potremmo fare".  Intanto per le feste è stato siglato l'accordo sul mercatino di San Jacopo

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Arezzo, piazza Guido Monaco Arezzo, 11 ottobre 2008 - Il regalo è lì. La nuova piazza. Sotto l’albero. Anzi, sotto gli alberi di Guido Monaco. Ma potrebbe restare incartato. Incartato anche per Natale, nella notte delle strenne. E incartato per dicembre, il mese di Natale, che mai come quest’anno per i commercianti è il mese del giudizio. Incartato dalle barriere di legno, trrasformate in tazebao pubblicitario, che ormai da febbraio chiudono il cantiere. Un cantiere che è in ritardo.

 


La conclusione ufficiale dei lavori era prevista per il 7 ottobre. E l’assessore Franco Dringoli più volte aveva ripetuto la sua fiducia di poter inaugurare tutto entro il mese. Ma ora la fiducia si va incrinando. Anche se lo stesso Dringoli non dispera. "I veri e propri lavori di cantiere sono conclusi o quasi: l’intervento più inmpegnativo, dalla pavimentazione al resto, è davvero in volata. Se problemi restano è sugli arredi e soprattutto sulle fontane. Ma per fine novembre ce la potremmo fare". Non lo dice ma il Comune avrebbe fatto volentieri a meno di provvedere anche alle fontane. Inizialmente parevano da affidarsi a Nuove Acque: che invece provvederà solo a quella piccola per l’acqua gassata.

 


E alla fine le fontane rischiano di avvelenare la soddisfazione del Comune. Soddisfazione legittima, visto che da tanti anni la piazza aspettava di ritrovare un filo di decoro. Ma la partita di Natale è pesante. Perché per gli operatori è tutt’altro che indifferente convivere con una piazza o con delle transenne di legno. E il Comune lo sa bene. L’impressione è che il nodo non sia facile da sciogliere. Tra le ipotesi nel piatto anche quella di una inaugurazione a metà. Aprire cioé entro l’inizio di dicembre, per poi riprendere l’intervento dopo le feste. Ma la mossa è rocambolesca. Un po’ perché rimettere le mani dopo due mesi in una piazza finita ha dei costi notevoli. E un po’ perché è ben diverso alzare il sipario e trovare tutto pronto: compresi gli zampilli delle nuove fontane.

 

Il regalo è il regalo e a nessuno farebbe piacere ricevere un progetto di dono. E alla questione delle fontane se ne incrociano anche altre. Se dici arredi dici Soprintendenza. Giustamente le Belle Arti vigilano perché si scelgano oggetti in linea con il luogo e con la sua storia. Ma in questo senso le continue staffette a Palazzo delle Statue non hanno giocato per il Comune. Dall’apertura del cantiere di soprintendenti se ne sono alternati tre. E fatalmente hanno rimesso gli occhi almeno sulle scelte più impegnative. Piazza Grande, il cui mattonato cambierà il colore della città alta. E piazza Guido Monaco, il cui profilo ne trasformerà l’impatto. E il biglietto da visita, il primo che incontri chi arriva dalla Strazione o chi in macchina si avventuri in centro dall’autostrada. Un «biglietto» al quale i palazzi intorno già lanciano occhiate furtive. La nuova piazza, in effetti, ha preso corpo. Le lastre di pietra brillano al sole coriaceo di ottobre: e così la nuova base della statua, libera dalla transenna di ferro battuto. E le lunghe aiuole longitudinali. Che sono lì, ancora orfane delle fontane. Ma arriveranno. Come ciliegina sul panettone. O magari come chicca nella calza della Befana.

Salvatore Mannino e Alberto Pierini










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