Una volta completato l'intervento sul mattonato, il bando alle macchine trasformerà la circolazione anche nelle vie laterali. Aperta via Ricasoli. Attualmente la fascia della zona 'B' va dalle 11alle 17.30: poi dovrà ridursi almeno di un'ora. Comunque ogni decisione sarà portata al setaccio di associazioni di categoria residenti e circoscrizioni. In stallo il passaggio ai privati del 'Boccaccio'
Arezzo, 1 ottobre 2008 - Grande e grossa. E’ così che l’assessore al traffico Roberto Banchetti immagina e sogna la Ztl. Non lo dice a nessuno, neanche in famiglia, men che meno a se stesso. Ma ormai la direzione che il piano della mobilità sta prendendo pare davvero obbligata. Un 'senso unico', in fondo al quale disegnare un centro sempre più dei pedoni. E una periferia sempre più delle auto. E in mezzo parcheggi sufficienti a piegare la ritrosia degli aretini a mollare il volante.
Le idee faranno 'Pum', ovvero piano urbano della mobilità, nel giro di pochissimi mesi, forse settimane. Ma ormai prendono corpo. "Sì - si limita a rispondere Banchetti alzando la testa da una montagna di carte e progetti - la filosofia è quella: poi la realizzazione dovrà passare da un totale accordo sociale: con le categorie, con la gente, con la città". Ma prima di sederci tutti quanti ad un tavolo da far invidia alle cenme propiziatorie, fermiamoci alla filosofia.
Ampliamento della Ztl. Si scrive zona a traffico limitato, nella versione più 'soft' si legge ormai zona dal transito libero. Ma libero dalle auto, più ore del giorno possibile. L’idea che sta prendendo corpo negli uffici della viabilità è netta: estendere il territorio protetto. Estenderlo per ora verso la città alta. Estenderlo lì dove le resistenze sarebbero davvero poche. In testa piazza Grande, oggi proibita a metà. Vietato addentrarsi tra piaggia San Martino e via Vasari tra le 8.30 e le 11 e dalle 17.30 alle 20. Stesso trattamento tra Borgunto e via di Seteria. Ma sono gli ultimi fuochi. Con la fine dei lavori il divieto diventerebbe pressoché totale, e dalle 8 alle 20, come già succede nella zona blu che più blu non si può. E sulla scia cambierebbe la circolazione anche nei vari affluenti che si diramano dalla piazza, secondo un progetto tuttora allo studio.
E la 'gabbia', sia pur dorata, non si fermerebbe qui. No: sono in fase di riscrittura tutti i divieti al traffico nella parte alta della città. Tra le idee c’era anche quella di estenderli fino a via Ricasoli. Ma per ora è un frutto proibito. Chiudere via Ricasoli adesso significherebbe infatti strozzare via Tarlati a quattro mani. Il traffico si allumgherebbe dolcemente verso gli Archi: che già ora raccolgono da soli migliaia di macchine al giorno. Semmai l’idea prenderebbe corpo domani: quando l’anello sarà chiuso davvero e in parallelo a via Tarlati ci sarà un’alttra strada, sempre a ridosso degli Archi, a ricucire la tangenziale con via Fonte Veneziana.
Ma se via Ricasoli non si tocca, gli orari della Ztl sì, eccome. Ed ecco la seconda mossa nel cilindro. Allungare i tempi di chiusura. O se preferite restringere quelli di apertura, che è poi la stessa cosa. Attualmente la 'Ztl A' consente alle auto di farsi largo dalle 11 alle 17.30. Domani non più. Il fatto è certo, anche se come tutto il resto della circolazione passerà al setaccio della solita, micidiale griglia di pareri. Quelle sei ore e mezza diventeranno, nelle previsioni, non più di cinque: vedremo distribuite come. Anche se qualcuno, sotto sotto, non esclude che la mossa possa preludere anche ad un alleggerimento della Ztl a ridosso delle 20, su pressione di quanti vivono sull’ora degli apertivi. Ma forse sono solo cattivi pensieri: che nidificano dappertutto ma amano in maniera sviscerata le vicende d’asfalto. Asfalto sul quale assisteremo anche all’alleggerimento dei parcheggi a raso liberi. Rimarranno, anche se drasticamente ridotti, ma soprattutto a servizio dei residenti. Un triplo salto mortale, è chiaro. Perché sono quelle mosse che in genere scatenano la bagarre tra i commercianti. Ne sanno qualcosa in via Vittorio Veneto. Dove l’idea di trasformare la strada a senso unico, e ridurre la sosta lungo le strade, era già molto più di un’idea. E in questa veste ha già subito il suo 'anatema'. Di senso unico, hanno scritto i commercianti in maggioranza bulgara, non se ne parla. O magari se ne parlerà ma alzando la voce. I tempi ormai sono stretti.
Nel giro di un mese piano della sosta e piano della Ztl usciranno dalla nebbia. Nebbia dove sembra essere ripiombato il Baldaccio. L’accordo per il passaggio alla società privata, e quindi al rilancio, pareva fatto, ma è inciampato sull’ultimo paletto. Lì, ad un metro dal traguardo. Senza che nessuno gli dia una mano a superarlo.
Senza che nessuno si commuova.
Alberto Pierini
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