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LA DOMENICA DEGLI EVENTI

Per l'addio a piazza Grande, Foto Antiquaria fa il pieno

Folla all’evento che richiama migliaia di appassionati. Grande spazio alle occasioni e ai prezzi. Spazio anche al digitale. Il fascino di Bastanzetti

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Foto Antiquaria Arezzo, 29 settembre 2008- Il confine della città dei fotografi è segnato da un muro di obiettivi. 'Cannoni' nei quali i reporter mettono non fiori ma di tutto: sorrisi di piccione, dettagli della Pieve, le venature delle pietre antiche di Piazza Grande. Per un giorno la festa è ancora lì: la festa d’addio.

 

E i tavolini dei ristoranti si fanno più in là, addossandosi alla parete di fondo delle Logge, i 'fotomaniaci' occupano il resto. Una fila di banchi, da una parte all’altra del porticato: è 'Foto Antiquaria', la città dei fotografi.
Si ricompone d’incanto alle 9, puntuale all’ultima domenica di settembre. E tra i suoi 'vicoli' sciamano gli appassionati. Quelli più avveduti arrivano di mattina, quando puoi pescare in un mare più profondo.

 

Il grosso arriva dopo la Messa. E si infla nella macchina del tempo. Perché da un lato all’altro delle Logge la fotografia racconta davvero se stessa. Mancano solo i dagherrotipi o le macchine a misura d’uomo con la tendina: ma ci sono ancora perfino i flash giganti, quelli con la lampadina usa e getta. E poi avanti, tra le macchine manuali, gli obietivi 800 che le mosche non le fotografano: le catturano. E si arriva fino alle digitali.

 

Pochi sanno che Foto Antiquaria non è solo un mondo nel quale pescare l’accessorio che ti manca o coltivare la reflex che i negozi ormai disdegnano. No, puoi anche comprare l’ultima uscita. E a prezzi concorrenziali. Perché quella delle Logge è una città dei tempi moderni. Vive e cammina con noi: e così le occasioni fioccano, i prezzi sono scritti grossi e chiari, perché oggi nessuno può rischiare. Anche se poi nessuno transige.

 

"Cinquanta euro? La prendo a 40": l’espositore ti guarda come tu fossi quella mosca che cattura con l’obiettivo 800. E rimette la macchina al suo posto. "Se c’è scritto 50 vuol dire che costa 50". Non è il mercato né un’asta: è prodotto di qualità. E sotto sotto qualcuno soffre perfino nel 'regalare' oggetti che ai suoi occhi, e forse agli occhi della logica, costerebbero quattro volte tanto. "Vendo tutto e mi dò all’ippica" recita uno striscione, un po’ per finta e un po’ no. Perché anche tra gli scorci della città dei fotografi soffia un vento freddo. C’è il meglio, c’è tutto: meno gli affari, qui come altrove latitano.

 

E in tanti si affollano nella sede di Foto Antiquaria. Lì dove il viaggio nel tempo diventa struggente. Per le splendide immagini del Foto Club La Chimera, tutte selezionate dal presidente Glauco Ciacci. E per i reperti della Bastanzetti, la nonna protagonista in questa festa quasi patriarcale di famiglia. Formelle, calchi, in ferro e di legno: immagini sacre ma anche le basi dei lampioni. La guardi, accovata come sui Lungarni di Firenze: e la confronti con la foto, poco distante, nella fabbrica che fu , illuminata dal sole che filtra dalla vetrata laterale. Nella 'stiva' di una città che non c’è più. O forse c’è ancora, e gonfia il petto dalla città dei fotografi.

Alberto Pierini










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