Svolta nella vicenda che ha fatto scalpore in città: tolto il sequestro al locale, a novembre ci sarà l'udienza dal Gip, precisamente il 13 quando dieci dei dodici accusati chiederanno l’applicazione della pena ovvero il rito abbreviato
Arezzo, 10 settembre 2008 - Le ultime bollicine delle notti bianche (di cocaina) del 'Grace' se le sono portate via due decisioni prese a Palazzo di Giustizia. Nel pieno del caldo di questo finale d’estate. Il Pm Roberto Rossi ha innanzitutto firmato il decreto col quale viene disposto il dissequestro della discoteca, rimasta ferma per mesi e mesi. Il Gip Anna Maria Lo Prete ha invece fissato la data dell’udienza per i patteggiamenti: il 13 novembre, quando dieci dei dodici accusati chiederanno l’applicazione della pena, come si chiama tecnicamente il rito abbreviato che di solito viene volgarizzato in patteggiare. In pratica, è l’annuncio dell’ultima puntata di una storia infinita, cominciata un altro 13, in aprile per la precisione, con la clamorosa irruzione della Guardia di Finanza all’interno della discoteca, seguita da una raffica di arresti fra dj, buttafuori e frequentatori del 'Grace'. Il dissequestro consente sostanzialmente ai titolari del locale di ricominciare daccapo, qualora lo vogliano. Si era parlato in luglio dell’ingresso di nuovi soci e questa potrebbe essere la strada dalla quale passa la riapertura della discoteca di via Madonna del Prato.
Quello del PM Rossi era stato un provvedimento preventivo in attesa dello sviluppo delle indagini, ma a questo punto l’inchiesta è praticamente chiusa: resta solo da aspettare la sanzione del giudice per le indagini preliminari sul patteggiamento che il pubblico ministero e gli avvocati difensori hanno concordato all’inizio dell’estate, subito dopo che avevano ottenuto la revoca degli arresti domiciliari gli ultimi tre giovani finiti in manette nel blitz, difesi dagli avvocati Antonio Bonacci e Guido Dieci. Per tutti e tre l’accordo accusa-difesa prevedeva la contestazione del quinto comma della legge 73 sugli stupefacenti, quella sulla modica quantità che consente di ridurre molto le pene. E infatti l’ipotesi d’intesa che dovrà adesso essere ratificata dal Gip Lo Prete prevedeva da un massimo di due anni a un minimo di uno, con la sospensione condizionale. Sono più o meno le condizioni alle quali hanno patteggiato anche gli altri difensori, sia pure con pene più lievi perchè più leggere erano le posizioni dei loro assistiti.
Dei dodici giovani coinvolti nell’inchiesta, solo due hanno deciso di aspettare la fine delle indagini preliminari: sono il ragazzo, difeso da Mauro Messeri, che fu subito scarcerato dal Gip Paolo Barlucchi perchè si scoprì che era un semplice consumatore e il dj valdarnese per il quale furono gli avvocati Francesco Molino e Cristina Farri scoprirono un errore nell’interpretazione del fimato da parte degli inquirenti. Non era lui che cedeva coca a un compagno, ma il contrario. Entrambi proveranno a ottenere un’assoluzione scacciaproblemi.
In diecimila hanno fatto resa intorno alla porchetta di San Savino per la 45esima edizione della sagra della porchetta, il prodotto tipico che ha reso famosa la città. In tutto sono stati venduti 70 quintali di carne a 15 euro il chilo, che significa circa 100 maiali venduti!