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LA FIERA DI SETTEMBRE

Centro, l'ingorgo del 'mestolo'

'La Fiera del Mestolo' fa il pieno di presenze ma anche di caos: code e sosta difficile. Spuntano nuove mode: dilaga il 'cibo di strada'. Cosa si nasconde dietro i prezzi ridotti all'osso e alle occasioni

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Arezzo, fiera di settembre del mestolo Arezzo, 10 settembre 2008 - Il traffico è morto. Arma del delitto? Un mestolo. Anzi, un mestolino. L’attrezzo è mite e forse proprio questa è la chiave del delitto perfetto. Messo a segno nel cuore della notte. Non è ancora l’una quando i camion dei primi espositori allungano il muso sull’Arena Eden. Tempo mezz’ora e volendo potresti fare già il pieno, di tovaglie, canovacci o padelle antiaderenti. Ma i più passano e tirano lungo, per tornare la mattina. Grave errore: di mattina tutto si complica.

 


Un serpentone di auto senza fine. la cui coda più velenosa si va a infilare lì, nel buco preferito dalle auto ferme: Poggio del Sole, via Fra’ Guittone. Le ultime accendono perfino le doppie frecce, nel timore di essere centrate in corsa da chi arrivi allegramente da via Pier della Francesca. Scampano il pericolo ma non si risparmiano una salita mozzafiato, tutta freno e frizione. In fondo alla quale riparte il giro. Perché via Spinello è chiusa.

 


Lei, la via lunga e stretta intorno alla quale il traffico aretino campa o crepa: e che da ieri mattina somiglia in maniera micidiale al mestolino. L’arma del delitto. Una fiera tradizionale, amatissima dagli aretini e che di colpe tra le venature del legno non ne porta neanche una. Le colpe sono di altri. Perché passi stramazzare a Natale: ma quando cominci a soccombere anche per il rifacimento di una strada (ricordate via Petrarca?) e perfino per lun mestolino, sotto sotto c’è qualcosa che non va. Nella circolazione e nella sosta. Le auto si arrampicano disperate fino all’ex Cadorna. E lì girano a vuoto, puntando l’automobilista con le chiavi o il pedone senza patente. Niente da fare. Tutti ancora fuori, a caccia di fortuna. Che di certo non bacia chi si incolonni in via Petrarca o in Guido Monaco. Specie la mattina e dil pomeriggio, quando il lavoro chiude e la Fiera di settembre richiama. Fiera che si pappa l’Eden. Niente male, è da sempre il suo posto. Ma non ha alternative.

 

Non ne ha oggi come non ne aveva l’anno scorso o dieci anni fa. Il traffico batte in testa. "Sono eventi straordinari", da sempre ripete il Comune sia che comandi un colore sia che ne comandi un altro: stuzzicando il legittimo orgoglio del mestolino. E irritando il cittadino automobilista. Le cui vicissitudini partono da lontano: in un gioco d vasi comunicanti, via Giotto come via Vittorio Veneto risentono di quello che avviene in centro. E i tempi di trasferimento si allungano, con quel mestolino che va a incastrarsi nell’asse delle ruote. Nè va particolarmente meglio per i ciclisti. Per loro non è mai pacchia, le piste che ci sono vanno bene se vuoi farti una pedalata ma se vuoi usare la due ruote come mezzo alternativo no. Ti portano dappertutto, meno dove vorresti andare. E da ieri ti portano in un mondo dove le auto, penalizzate da una parte, si vendicano infilandosi dappertutto. In un’avvincente guerra tra disgraziati, che ha già un re predestinato: il mestolino, principe e povero della città di settembre.

Alberto Pierini










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rezzo, san savino festa della porchetta

Sagra della porchetta
a Monte San Savino

In diecimila hanno fatto resa intorno alla porchetta di San Savino per la 45esima edizione della sagra della porchetta, il prodotto tipico che ha reso famosa la città. In tutto sono stati venduti 70 quintali di carne a 15 euro il chilo, che significa circa 100 maiali venduti!