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IL SARACINO

Sant'Andrea, la giostra del record
Massimo punteggio in tutte le carriere
Debutto sperimentale delle fotocellule

La lancia d'oro della Giostra del Saracino nell'edizione tradizionale di settembre è andata a Porta Sant'Andrea, il quartiere che non ha sbagliato un colpo. Merito dei suoi due giostratori: Enrico Vedovini e Stefano Cherici. Le loro carriere sono state chirurgiche e si sono concluse nel tripudio del popolo biancoverde

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AREZZO,vince il quartiere di Sant'Andrea Arezzo, 8 settembre 2008 - Una giostra velocissima, una Giostra vinta con il massimo punteggio possibile: 5 più 5, una vera rarità. La lancia d’oro dedicata allo statista aretino Amintore Fanfani è andata a Porta Sant’Andrea, il quartiere che non ha sbagliato un colpo. Merito dei suoi due giostratori: Enrico Vedovini e Stefano Cherici. Le loro carriere sono state chirurgiche e si sono concluse nel tripudio del popolo biancoverde. Nessuno degli altri tre in lizza è stato in grado di ribattere alla dimostrazione di forza di Sant’Andrea. Non c’è riuscita Porta Santo Spirito, uscita con un onorevolissimo 9 frutto del centro di Carlo Farsetti e del 4 all’ultima carriera di Luca Veneri. Il quattro e quattr’otto di Gabriele Veneri ed Enrico Giusti ha messo fuori gioco Porta del Foro, mentre Porta Crucifera, il quartiere più titolato che aveva conquistato l’edizione di giugno, già alla prima carriera con il 3 di Marco Cherici ha dovuto riporre le speranze di fare cappotto, ossia di vincere le due edizioni che si disputano in un anno. Il successivo 4 di Alessandro Vannozzi ha semplicemente confermato che per i rossoverdi, ieri pomeriggio, non c’era storia.

 

Piazza grande stracolma, come sempre avviene per l’edizione settembrina, quella tradizionale. L’estrazione dell’ordine delle carriere aveva messo Porta Crucifera al primo posto, seguita da Porta del Foro, Porta Sant’Andrea e Porta Santo Spirito. Due cavalieri per quartiere, due colpi secchi contro il buratto per stabilire il vincitore dell’edizione numero 116 dell’epoca contemporanea. Sullo scudo dell’automa che rappresenta il re delle Indie i punteggi vanno dall’1 al 5, un circoletto rosso da «timbrare» con il gommino inchiostrato che sta in cima alla lancia. I due cavalieri biancoverdi hanno colpito il «bersaglio grosso», una performance da record avvenuta una sola volta in precedenza in quasi ottanta anni dalla ripresa contemporanea. È stata anche la prima volta in cui, in via sperimentale, sono state introdotte le fotocellule per misurare la velocità delle galoppate. Per ora servono a livello statistico, in futuro si vedrà. Una delle poche concessioni alla modernità di una rievocazione che affonda le radici nel Trecento, con oltre trecento figuranti in costume. A Sant’Andrea si è festeggiato fino a tarda notte. È la vittoria della 'terza stella': la trentesima lancia d’oro.

Federico D’Ascoli










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LA FOTO DEL GIORNO

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