Era basato sull'esposto presentato da un concorrente della ditta di Badia al Pino. Nelle carte si formulavano una serie di ipotesi su presunte scorrettezze di cui la ditta di Badia al Pino e il suo titolare si sarebbero resi responsabili. Tra le altre il sospetto di collusioni fra la Chimet, la Provincia e la Usl attraverso le quali l’azienda avrebbe ottenuto controlli addomesticati e autorizzazioni facilitate
Arezzo, 2 settembre 2008 - Il caso Chimet è più caldo che mai, ma intanto per l’azienda di Badia al Pino e il suo amministratore delegato Sergio Squarcialupi arriva la prima archiviazione. Non è l’inchiesta principale, quella del Pm Roberto Rossi, ma un’indagine parallela, di cui era titolare il procuratore capo Ennio Di Cicco. Abuso d’ufficio l’accusa nei confronti di Squarcialupi di cui il Gip Simone Salcerini ha sancito lo stop nei giorni scorsi, accettando la richiesta di chiudere il fascicolo formulata dalla procura.
Il tutto era nato, più di un anno fa, dall’esposto presentato da una concorrente della Chimet, un’impresa di Forlì. Nelle carte si formulavano tutta una serie di ipotesi su presunte scorrettezze di cui la ditta di Badia al Pino e il suo titolare si sarebbero resi responsabili, scorrettezze che avrebbero avuto anche una rilevanza penale. Tra le altre il sospetto di collusioni fra la Chimet, la Provincia e la Usl attraverso le quali l’azienda avrebbe ottenuto controlli addomesticati e autorizzazioni facilitate. L’esposto era rimasto al procuratore Di Cicco, che aveva aperto un fascicolo in cui ipotizzava appunto l’abuso d’ufficio per Squarcialupi. In concorso con ignoti, perchè si tratta di un reato contro la pubblica amministrazione di cui necessariamente deve essere partecipe un funzionario pubblico. Mai individuato e infatti alla fine è arrivata la richiesta di archiviazione, poi accettata dal gip Salcerini, lo stesso che ha svolto gli incidenti probatori relativi all’inchiesta principale. Uno, insomma, che delle pieghe della Chimet un po’ se ne intende.
Il Procuratore capo e il giudice per le indagini preliminari parlano nelle motivazioni delle loro decisioni di esposto con ipotesi estremamente generiche, tali da non poter configurare neppur astrattamente il 'fumus' di un reato. Come a dire che per ottenere l’incriminazione di Squarcialupi si sarebbero dovuti portare elementi molto più concreti.
L’ESPOSTO contesta le deroghe via via concesse dalla Provincia alla Chimet sulle quantità di materiale di scarto che poteva essere incenerito: manca una valutazione di impatto ambientale, le autorizzazioni sono dunque illegittime. Si avanza poi il dubbio che possano esserci state fughe di notizie tali da consentire all’azienda di Badia al Pino di tutelarsi in occasione dei controlli dell’Arpat. Infine è stato depositato un Cd che conterrebbe immagini sulle lavorazioni nello stabilimento. Secondo i concorrenti di Forlì avrebbe avuto contenuti capaci di dimostrare che il ciclo produttivo non era regolare. Di Cicco e Salcerini, però, l’hanno vista in maniera diversa.
Il che non incide sull’indagine principale del Pm Rossi, che anzi già al ritorno del magistrato dalle ferie nei prossimi giorni potrebbe avere ulteriori sviluppi. Nei depositi della Forestale ci sono infatti i campioni di terreno sequestrati la settimana scorsa nel corso del blitz in un terreno di due ettari ad Albergo, poco lontano da Badia al Pino. Ci sono tracce che fanno pensare alla presenza di fanghi rossi, di metalli pesanti come il cadmio. Ma è davvero così? E ci sono elementi che consentono di collegare l’ultimo blitz all’inchiesta principale, al di là del fatto che la Forestale si è mossa nell’ambito della delega del Pm Rossi? Ad accertarlo dovranno essere gli esperti. O sotto forma di consulenza dell’accusa, o addirittura nella veste di incidente probatorio qualora gli avvocati della Chimet lo chiedano e il Gip lo conceda. Va in archivio un fascicolo, non tutta l’indagine.
Salvatore Mannino
Paola Turci (nella foto) e il coreografo Giorgio Rossi il 7 settembre si esibiranno insieme a Pratovecchio per il Festival Pievi e Castelli in musica, il festival itinerante che ha coinvolto molti dei Comuni del basso e alto Casentino, per una delle manifestazione che quest’anno è arrivata alla sua XXI edizione