C’ è anche un anestesista aretino fra gli indagati per la vicenda di Rapallo dove una giovane donna è morta in seguito a un intervento chirurgico per un'ernia discale
Arezzo, 1 settembre 2008 - C’ è anche un anestesista aretino fra gli indagati per la vicenda di Rapallo dove una giovane donna è morta in seguito a un intervento chirurgico per un'ernia discale.
"Io voglio sapere la verità. Voglio avere giustizia soprattutto per mia figlia, per lei che avrebbe ancora bisogno di avere al fianco una mamma per aiutare la sua crescita". Non si da' pace Andrea Virgenti, il marito di Michela Merighi, la vittima, sottoposta all’operazione in una clinica di Rapallo.
L'uomo, assieme alla figlia di soli sedici anni, ha già dato incarico ad un legale di seguire da vicino l'inchiesta diretta dal sostituto procuratore della Repubblica dottoressa Margherita Ravera della Procura di Chiavari. Inchiesta che vede, per ora, indagati i quattro componenti dell'equipe medica che ha operato Michela Merighi mercoledì scorso nella clinica Villa Azzurra di Rapallo.
Il primo degli indagati, un neurochirurgo quarantunenne di Parma, è' anche il medico che aveva consigliato alla donna di recarsi in Liguria per sottoporsi all'intervento, viste le lunghe liste di attesa che in Emilia avrebbero costretto la donna ad attendere sino a novembre.
Con lui sono finiti nel registro degli indagati un medico bolognese di cinquantasei anni, oggi in pensione ma sino ad un anno fa in servizio all'Ospedale Maggiore di Parma nel reparto di Neurochirurgia, e i due anestesisti che hanno seguito l’operazione, un quarantaquattrenne professionista di Firenze e appunto l’aretino, A.C., cinquant’anni. Dei quattro indagati sono state fornite soltanto le iniziali. Per tutti l’accusa ipotizzata nell’inchiesta della Procura è di omicidio colposo.
Mercoledi' a mezzogiorno il corpo di Michela Merighi sarà sottoposto ad autopsia nel reparto di necroscopia dell'ospedale di Lavagna dove la salma è stata trasferita giovedì scorso.
L'esame dovrà appurare le cause dell’emorragia retro-peritoneale, evento che con molto probabilità ha causato la morte della donna, avvenuta tecnicamente per arresto cardiaco.
Dopo l'esame autoptico la salma sarà trasferita a Parma dove saranno celebrati i funerali. L’autopsia servirà ovviamente anche a capire le eventuali responsabilità mediche.
Paola Turci (nella foto) e il coreografo Giorgio Rossi il 7 settembre si esibiranno insieme a Pratovecchio per il Festival Pievi e Castelli in musica, il festival itinerante che ha coinvolto molti dei Comuni del basso e alto Casentino, per una delle manifestazione che quest’anno è arrivata alla sua XXI edizione