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1000 SPLENDIDI AQUILONI

'Il sapore del viaggio' un percorso
tra varie cucine e culture diverse

All'interno della rassegna organizzata dall’associazione No-Mad, partirà 'il sapore del viaggio', una serie di appuntamenti organizzati come punto di incontro tra sapori, saperi e tradizioni di popoli diversi, dalla cucina afghana a quella etrusco-romana e casentinese. Dieci saranno i ritrovi culinari a tema: dal venerdì alla domenica, per 3 weekend consecutivi, presso la yurta di Strada in Casentino e domenica 7 settembre presso la yurta di Cena a Marciano della Chiana

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Un cuoco al lavoro Arezzo, 25 agosto 2008 - Continua la rassegna 1000 splendidi aquiloni, organizzata dall'associazione No-Mad.  Al via venerdì 29 settembre gli appuntamenti con 'Il sapore del viaggio', incontri che avranno come filo conduttore i sapori, saperi e le tradizioni di popoli diversi.

 

Dieci saranno i ritrovi culinari a tema: dal venerdì alla domenica alle 20:00, per 3 weekend consecutivi, presso la yurta di Strada in Casentino e domenica 7 settembre alle 20:30 con la degustazione etrusco-romana presso la yurta di Cena (Marciano della Chiana). La prenotazione (max. 30 persone) deve essere effettuata 5 giorni prima al numero 347/0018916. Il costo di ogni cena è di 25 euro a persona.

 


Ogni finesettimana si alterneranno la cucina afghana, quella etrusco-romana e la casentinese, accompagnate da animazione a tema con musica e narrazioni. Si comincia infatti venerdì 29 agosto con l’incontro 'Nascere nella terra delle yurte', alle 17:30 all'interno della yurta di Strada in Casentino, cui seguirà alle 20:00 l’appuntamento con la cucina afghana, mentre alle 21:30 il cantante Sainko si esibirà in concerto nella piazza del mercato.

 

“La scelta di Strada – spiega il Presidente dell’Associazione No-Mad Egidio Forasassi – deriva dal fatto che il paese nasce come mercatale, cioè punto di ritrovo per le genti della vallata, di confluenza, un po’ come l’agorà dei greci. Un mercato è come un’oasi che si sposta, per questo Strada fungeva da postazione per i nomadi, dove entravano in contatto usi e costumi diversi”. La cucina afghana viene curata da Felice Brunetto, appassionato di cultura afghana e proprietario di una yurta, con i preziosi consigli di due ragazze di Kabul che studiano all’Università di Perugia. Si tratterà di ricette basate su riso, agnello e spezie.

 


Sabato 30 agosto sarà invece la cucina tradizionale del Casentino a far da padrona, cucinata proprio dalle donne casentinesi. “Tra gli altri, la scottiglia del Casentino è un esempio di piatto etrusco – prosegue Forasassi – perché nelle pitture e nei bassorilievi di Tarquinia e Volterra si legge che quando venivano fatti i sacrifici alle divinità venivano usati buoi bianchi, come la vitella chianina, maiali, capre, galline, cioè gli animali con le cui interiora si prepara proprio la scottiglia”.

 


Infine, domenica 31 agosto sarà la volta della cucina etrusco-romana, che si basa sugli scritti del romano Apicio, poiché di quella etrusca non rimane nessuna ricetta, anche se è noto che abbia influenzato quella romana. Inoltre, per gli etruschi la cucina e la musica erano arti sacre, quindi non si potevano scrivere, ma solo tramandare oralmente. “Un paio di ricette della cena – conclude Forasassi - sono prese alla lettera da Apicio, mentre altre sono liberamente ispirate a ricerche sull’alimentazione e sui prodotti dell’epoca etrusco-romana. Si parte con l’uovo, simbolo dell’armonia tra il maschile ed il femminile, tra ciò che sporge e ciò che è rotondo”. Si prosegue con i panghiotti, dei crostini preparati con la farina di farro, non lievitata, con sopra una crema di lardo e tartufi, una composta di fichi e capocollo stagionato nel finocchio selvatico, ecc. Si continua con il triticum marae (letteralmente farro al mare), cioè una zuppa di pesce azzurro con il farro unita al tonno cucinato in forno con le spezie. Per gli amanti della carne c’è anche il porcus nobles, vale a dire una sorta di porceddu sardo, cucinato con calum e miele, accompagnato dall’erba di Apicio (bietole e uvetta). La cena si conclude con il moretum, formaggio impastato con aglio ed erbe, ed il dolce Turan, ovvero il dolce di Venere. Tra i vini che accompagneranno la cena vanno menzionati la Vernaccia di San Gimignano, il Sangiovese (o "sangue di giove”) ed il Chianti dell’azienda Poggio all’oro, che produce anche il farro. Infine, verrà offerto il Molsum, vale a dire un vino speziato al miele.










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