Lo stadio è adesso ufficialmente a norma: porte girevoli, intorno alle quali far frullare tifosi, vip e addetti ai lavori. Porte selettive: che girano sui cardini solo e soltanto davanti ad un biglietto nominativo e ad un documento che certifichi l’identità del misterioso spettatore. Con l'intervento sale a 7450 spettatori che durante l'anno potranno andare a 9700 se saranno eseguiti ulteriori aggiustamenti
Arezzo, 23 agosto 2008 - Lo stopper non c’è, il terzino destro nemmeno, il capitano sarà in vendita: ma vivaddio, l’Arezzo ora ha i tornelli. Micidiali porte girevoli, intorno alle quali far frullare tifosi, vip e addetti ai lavori. Porte selettive: che girano sui cardini solo e soltanto davanti ad un biglietto nominativo e ad un documento che certifichi l’identità del misterioso spettatore. E’ il calcio del terzo millennio. Il calcio che ha paura e per questo blinda lo stadio.
Uno stadio che dall’altra sera è ufficialmente a norma. L’Osservatorio nazionale delle manifestazioni sportive ha detto sì, alla luce della documentazione che era stata mandata direttamente a Roma. "Ce l’abbiamo fatta - ommenta l’assessore Lucia De Robertis, davanti al prato orfano di stopper e terzini - e per noi è una grande giornata".
A norma per una capienza di 7450 spettatori. Pochi rispetto alle potenzialità dell’impianto: ma tantissimi rispetto ai nove stadi di serie C che giocheranno a porte chiuse. 3450 posti nella rinnovata curva, finalmente impermeabilizzata e a norma, 3200 in tribuna e 800 nella curva sud. Eccola lì, con le strisce gialle e i seggiolini vuoti, la ex Cayenna dei tifosi avversari. Luccica al sole di fine agosto, pronta ad accogliere i fans delle altre squadre. Luccica di fianco alla maratona, che alla luce dei lavori sul resto dell’impianto pare ancora più ingiallita del solito.
E ingiallirà di più nel tempo, perché per ora non ci sono prospettive immediate di intervento. Per mettere a sicurezza lo stadio ci sono voluti un milione e duecentomila euro. E altri duecentomila serviranno per portare la potenzialità a 9700: certificati di prevenzione incendi, accorgimenti vari. "Contiamo di riuscirci nel corso del campionato" conferma l’assessore Franco Dringoli. Sa anche lui che forse non ce ne sarà bisogno, per ora di tutto esaurito c’è solo la pazienza dei tifosi. Per i quali comunque cambiano tante cose. I posti sono nominativi e numerati;: quindi al botteghino con tanto di carta d’identità. E’ l’unico modo per rendere riconoscibili i tifosi dalle telecamere interne.
La saletta del Gos, il Gruppo Operativo di Sorveglianza, troneggia in cima alla tribuna. Sugli schermi rimbalzano le immagini trasmesse dalle 13 telecamere. Tutte orientabili a 360 gradi e tutte con una capacità di zoom da scoprirvi anche una carie. La Questura vigilerà in tempo reale su quanto succede, il materiale sarà archiviato: chi sbaglia paga. Con la società che a questo punto diventa responsabile della buona tenuta delle apparecchiature: il filo al quale sono appesi i tornelli, perché senza videosorveglianza addio pubblico e spalti chiusi. "Ho lasciato un pezzo di cuore anche in questo stadio" commenta l’ex questore Giacobbe al suo passo d’addio dalla città. Destino vuole che proprio il suo successore Felice Ferlizzi abbia firmato l’autorizzazioneall’apertura dello stadio. Perché Ferlizzi è il presidente dell’Osservatorio nazionale sulle manifstazioni sportive. Lo è fino a domani. Poi da lunedì sbarca ad Arezzo: ancora non la conosce ma potrà sempre dire di aver già fatto qualcosa per noi.
Alberto Pierini
Venerdì, 29 agosto, inizierà Cortonantiquaria, edizione ricca che comprenderà l'esposizione di due opere inedite di Guido Reni ed una mostra collaterale di titoli di cambio, che vanno dall’inizio del ‘600 alla metà dell’800