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Effetto Brunetta anche nell'Aretino
I malati diminuiscono del 10%

Nell'ultimo mese i diecimila dipendenti pubblici di Arezzo e provincia si sono ammalati molto meno. Tra i più virtuosi ci sono i lavoratori di Provincia e Inps. Potrebbe essere tutto  merito della nuova crociata 'anti-fannulloni'

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renato brunetta Arezzo, 14 agosto 2008 - Lotta ai fannulloni, guerra agli assenteisti cronici e minacce a mano armata ai lavativi. L’effetto Brunetta, così lo chiamano politici e i burocrati, ha ridotto l’assenteismo nella pubblica amministrazione, ma è passato come un venticello di primavera sulla testa degli enti locali, che hanno alle spalle una tradizione contrassegnata da comportamenti, che a quanto pare, quasi mai escono fuori dalle righe. La sfida del ministro, accolta con un pizzico di scetticismo, ha lasciato comunque il segno: ha stabilizzato la situazione degli enti più virtuosi, ha imposto ispezioni più puntuali, ma ha aumentato le spese spese che le amministrazioni pubbliche devono sostenere per richiedere l’intervento dei medici.

 

 

VIrtuosi per vocazione, i dipendenti pubblici aretini? In alcuni casi sì, in altri può nascere qualche sospetto. Non è il premio Nobel, è invece una prestigiosa medaglia quella appesa sul petto del presidente della Provincia Vincenzo Ceccarelli: un attestato che sancisce il primato dell’ente, che fino a tre mesi addietro vantava il più basso livello di assenze di tutta la Penisola. Solo 9,4 giorni per ogni impiegato nell’arco di un anno, giustificati però da sicure esigenze mediche. Nessun’altra Provincia ha fatto di meglio, ad eccezione di Frosinone con solo 5 giornate malattia.

 

Dall’ultima rilevazione le cose non sono cambiate di molto. Forse, lo zero qualcosa in più o in meno. "Se si pensa che i dipendenti della Provincia provengono da ogni parte del territorio e quindi devono sottostare anche a trasferimenti, il risultato è positivo - afferma l’assessore Gabriella Cecchi". "Fino a due mesi fa - afferma Massimo Nibi, dirigente dell’ente - le ispezioni domiciliari erano effettuate attraverso l’estrazione a sorte e a seguito delle richieste inoltrate dai capi area, ora la nornativa Brunetta impone verifiche generalizzate che faremo, come prevede la nuova normativa, ma sopportando una spesa aggiuntiva non indifferente pari a 33 euro per ogni richiesta di controllo medico". E’ infatti l’Asl8 che indica i sanitari abilitati a verificare le condizioni fisiche dopo il primo giorno di assenza dal lavoro.

 

 

L’Inps è un ente virtuoso, la conferma arriva puntuale dai piani alti di via Signorelli dove quotidinamente, il direttore verifica il registro delle assenze e controlla meticolosamente i numeri:"La nostra struttura occupa 137 dipendenti - afferma la dirigente del settore - Ogni giorno uno o due impiegati presentano giustificativi per malattie, ma si raggiungono percentuali più alte nei mesi e nelle settimane, in cui esplode l’influenza. E’ allora che si tocca una media di assenze di circa il 5 per cento del totale".

 

Le cose vanno in maniera diversa al Comune di Arezzo, dove gli ultimi dati attribuivano ai dipendenti un tasso di assenteismo per malattie e altri motivi assimilabili pari a 21,4 giorni a testa. "Nel 2007 - hanno dichiarato le fonti ufficiali - è stata varata una riorganizzazione degli uffici, che ha prodotto risultati positivi, in tutti i campi, quello dei servizi offerti ai cittadini, ma anche dal lato delle presenze dei dipendenti".

 


Rispetto a tre mesi fa, confermano le stesse fonti, si è registrato un calo superiore al 10 per cento, dunque, siamo abbondantemente sotto le venti giornate. Da sempre l’amministrazione comunale ha fissato regole, che impongono la fisica fiscale per tutti i dipendenti che non si presentano al lavoro per motivi di malattia. Ma il dato nuovo è rappresentato da un trend in continuo calo, proprio come si rileva dai numeri che arrivano dal ministero. Del resto, i numeri che fotografavano la situazione dei comuni toscani non penalizzano più di tanto Palazzo dei Priori: a Firenze, per esempio, le assenze sono vicine a 29 giorni, mentre Grosseto, Lucca, Massa e Pistoia oscillano fra 20 e 24 giorni. Salvo complicazioni, è il caso di dire, scimmiottando i camici bianchi.

Piero Scortecci










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