Grande folla alla Borsa Merci per il presidente nazionale di Confindustria, Emma Marcegaglia (nella foto). Il ministro Matteoli è stato trattenuto a Roma e non ha partecipato all'incontro. Inghirami: "Vicende giudiziarie, troppo spettacolo"
Arezzo, 5 luglio 2008 - C’e’ poco da ridere, i timori per l’economia nazionale e per quella locale sono palpabili, sono sotto gli occhi di tutti. Ed è stato proprio questo il leit motiv, che ha tenuto banco all’annuale assemblea degli industriali, a cui ha partecipato la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Ha dato forfait il ministro dei trasporti Altero Mattioli, rimasto a Roma per motivi di governo. Sulle spalle del sistema Italia pesa la crisi finanziaria internazionale, che ha messo in luce le crepe di una struttura finanziaria che crea "cartelli di carta" e finisce per riversare difficoltà di ogni genere sull’economia e sulle imprese: "Per fortuna - ha detto la presidente - le potenzialità delle banche sono ancora solide e sono in condizioni di supportare il mondo della produzione". Ha riaperto così un conflitto latente che vede imprese e produzione combattere ad armi impari contro la grande finanza colpevole delle speculazioni sulle materie prime. All’Europa ha chiesto meno burocrazia, decisioni più attente agli effettivi bisogni dei cittadini e una politica commerciale aperta ai mercati, ma con regole chiare e una lotta decisa alle contraffazioni.
"I nostri problemi partono da lontano, prima della crisi finanziaria internazionale - ha detto - in Italia c’è un problema di competività e di produttività. La via d’uscita è da ricercare in maggiori investimenti in infrastrutture, nella riduzione della pressione fiscale e in un accordo con il sindacato per aumentare la produttività, i tempi di lavoro, l’efficienza e la flessibilità. In cambio di tutto questo è necessario arrivare ad un aumento dei salari".
"E’ uno dei classici esempi di mancata reciprocità dei mercati internazionali ".
Così Emma Marcegaglia si è rivolta all’assemblea degli industriali, che hanno evidenziato i danni prodotti dai dazi troppo alti imposti dagli Usa alle esportazioni di oreficeria. "Su questo ci deve essere un grande impegno dell’Europa. Stiamo sollecitando interventi ad alto livello anche in vista del prossimo G8, in calendario per il prossimo aprile in Italia. Il problema dovrebbe essere risolto prima delle prossime elezioni americane". "Quando esportiamo oreficeria paghiamo il 5,9 per cento, mentre sui prodotti importati l’agravio è solo del 2,5 per cento". La presidente ha anche sollecitato un intervento per l’aumento dei consumi, calati del 2,7 per cento a maggio. Indice puntato del presidente Inghirami su quattro interventi in grado di rilanciare lo sviluppo locale: infrastrutture, formazione, internazionalizzazione, crescita del sistema produttivo. "Non ci serve più disquisire se il pendolo del nostro territorio oscilla fra terziarizzazione e crescita industriale, il settore manifatturiero è diventato il nuovo punto di riferimento".
Poi, una svolta sull’attualità giudiziaria, destinata a lasciare il segno: "Noi industriali abbiamo fiducia nella magistratura e sulle forze dell’ordine, ma chiediamo che le indagini e le conclusioni avvengano in tempi brevi, senza spettacolarizzazioni, in maniera di consentire alle imprese di andare avanti senza traumi". Aeroporto, Centro Pomozione e Servizi, Innovazione sono stati i temi affrontati nella lunga relazione del presidente. Sono interventi anche il sindaco Fanfani, che ha garantito iniziative per ridurre la burocrazia e il presidente della Provincia Ceccarelli che si è soffermato sulle lunghe procedure che fanno precipitare nella sabbie mobili qualsasi decisione sia assunta per le infrastrutture e lavori pubblici. Il professore Domenico Mario Nuti ha parlato delle valutazioni in materia di viabilità, collegamenti e infrastrutture.
Piero Scortecci
Giovedì 11 luglio alle 21.30 Massimiliano Tonnoni e Marco Rossinelli: 'The Tolomei’s Brothers' portano in scena La Pia De Tolomei, cantata secondo la tradizione toscana, nei panni dei Blues Brothers. I due Cavrigliesi cantano le 56 ottave, una ciascuno, soffermandosi nelle pause con battute e riferimenti comici all’epoca e ai nostri tempi. L'ingresso è gratuito