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LA GIOSTRA

E'il momento della verità
Sfida dopo i veleni della vigilia

Dopo numerose accuse, torna la Goiostra del Saracino. Non ci saranno le fotocellule per controllare la velocità del galoppo. Ai cavalli saranno fatti gli esami antidoping, ma non ci saranno effetti tecnici sulla Giostra. I primi a giostrare dovrebbero essere i Veneri, Marco Chierici ed Enrico Vedovini

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Giostra del Saracino, Arezzo Arezzo, 21 giugno 2008 - Hai voglia a dire che l’edizione di giugno è un frutto fuori stagione. E magari proseguire col dire che la città non si scalda di fronte alla prima edizione della Giostra. Qui siamo già al livello di ebollizione. Nessun clamoroso scambio di giostratori, nessuna polemica sulla misurazione dei punteggi in questo caldo inverno diventato una primavera torrida. Merito (o demerito) dell’antidoping e delle fotocellule, due argomenti che si sono trascinati per mesi e che sono deflagrati a pochi giorni dalla sfida al buratto. Accuse reciproche, «patti d’onore» che hanno fatto una brutta fine, tre rettori su quattro che promettono di vuotare il sacco lunedì mattina, dicendo tutto, ma proprio tutto, quello che c’è da dire.

 


Per fortuna stasera il campo e la battaglia diranno chi esce vincitore, non dalle stucchevoli ripicche della vigilia, ma dall’edizione numero 115 del Saracino. Una serata elettrica, come solo la Giostra sa fare, grazie alla sua carica di imprevedibilità e tensione in ogni carriera. Un’edizione che arriva dopo un settembre pirotecnico, una sfida che sarà difficile rivedere in tempi brevi.

 

I giostratori sono gli stessi di nove mesi fa, quelli dei sei centri agli spareggi: è cambiato il clima e la preparazione. Sì, perché il giugno meteorologicamente più pazzo della storia ha bruciato tre serate di prova, una situazione non da poco per chi affronta la lizza con un cavallo esordiente. E saranno ben tre sugli otto in gara: i fratelli Veneri ed Enrico Vedovini. Complicato mettere a punto l’intesa quando le occasioni per galoppare sulla terra battuta sono così poche, ma il re delle Indie, si sa, ogni tanto bacia i debuttanti.

 


E stasera ci sarà anche l’incognita dell’antidoping «a mezzo». Da una parte controlli e analisi dal punto di vista medico sono già partiti regolarmente, dall’altra l’intervallo tra le due edizioni non è servito per mettere a punto delle sanzioni tecniche e disciplinari per il quartiere che viene trovato con un quattrozampe «positivo». Una situazione vagamente surreale se tra una settimana, quando verranno resi noti i risultati dei prelievi, il quartiere vincitore dovesse avere tra le sue fila un cavallo dopato. Una mazzata alla credibilità della Giostra dalla quale sarebbe difficile tirarsi fuori. Ma evidentemente i signori dell’Istituzione non si sono resi conto del rischio a cui vanno incontro.

 

I discorsi li porta via il vento così come le biciclette i livornesi. E allora stasera contano solo quei quattro secondi di carriera dal pozzo al buratto. Quattro secondi che non avranno le fotocellule per farsi misurare ma solo l’occhio e la sensibilità del maestro di campo. Inizierà Porta del Foro, dopo aver corso l’ultima carriera del 2007 con Enrico Giusti. La strategia giallocremisi è un libro aperto: facciamo 4 e poi vediamo. Anche la scelta dei giostratori non è un mistero, ad inaugurare l’edizione dedicata a Guglielmino degli Ubertini sarà Gabriele Veneri su Guglielmina. La cavalla che è omonima del vescovo-guerriero di Campaldino è, come detto, la prima novità di una serata all’insegna del cambio di arcioni. Seguirà nella prima carriera Santo Spirito. Anche qui le sorprese dovrebbero esser poche: l’altro Veneri andrà per primo al pozzo con un altro soggetto alle prime armi, Carlito Brigante. Porta Crucifera, terza nell’estrazione, manderà Marco Cherici, mentre Porta Sant’Andrea potrebbe invertire l’ordine consueto, facendo giostrare per primo Enrico Vedovini sull’ultimo cavallo nuovo della serata, Peter Pan. Giostratori e animali che già si conoscono saranno protagonisti delle seconde carriere: Enrico Giusti, Carlo Farsetti, Alessandro Vannozzi e Stefano Cherici. Per la prima volta non si vedranno cavalli «al cloroformio». Chissà che spettacolo sarà. Non resta che gustarselo.

Federico D’Ascoli










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