Le cifre dicono che il 2008 è stato l'anno nero dei reati con un aumento in provincia dell'8,3% con picchi di furti e rapine. Arezzo, dopo Siena, sembra stare meglio delle altre città toscane. Il balzo in avanti dei crimini sfiora però il 10% e questo siquifica che i timori sulla tenuta della sicurezza non sono ingiustificati
Arezzo, 3 giugno 2008 - La preoccupazione è giustificata. Crescono i reati, aumentano i furti in casa, le rapine schizzano alle stelle. C’è dunque anche ad Arezzo e nella sua provincia un problema sicurezza e non è soltanto una questione di percezione. I dati li trovate nell’articolo accanto e sono dati purtroppo quasi univoci, fatta eccezione per il calo drastico degli omicidi, comunque eventi occasionali, buoni per la statistica ma non inseriti in una logica criminale ancora assente nelle nostre contrade. Se i timori non sono infondati, resta però un quadro di fondo sostanzialmente non negativo o comunque tale da escludere allarmismi. Per ora.
La cifra assoluta dei reati commessi nel territorio è ancora abbastanza bassa: poco più di tredicimila, niente a che vedere con le grandi realtà metropolitane ma nemmeno con la maggioranza delle città di piccole e medie dimensioni. A ulteriore conferma arriva il dato medio: ogni centomila abitanti si commettono ad Arezzo 4072 reati. Pochi, tutto sommato. Pochi, ad esempio, se confrontati con quanto avviene nel resto della Toscana. Soltanto Siena gode di una situazione molto più tranquilla rispetto alla nostra tanto da potersi tutt’ora fregiare del titolo di ’isola felice’. Sotto la torre del Mangia si sommettono solo 3400 reati ogni centomila abitanti. E non basta: il 2007 ha visto rispetto all’anno precedente una sensibile contrazione del crimine, nell’ordine del 4,8%. Ma Siena è mosca bianca. Un’eccezione in un panorama regionale di tutt’altro segno.
E’ pur vero che Arezzo, in percentuale, vede la delinquenza crescere più di tutti: di Firenze, di Prato, di Pistoia, di Grosseto, di Livorno, di Lucca, di Massa, di Pisa e mettiamoci pure della vicina Perugia. Ma è altrettanto vero che la crescita percentuale ci fa perdere solo un pizzico di vantaggio. La maglia rosa, escludendo Siena, la conserviamo noi. Qui, in termini assoluti, si commettono meno reati che a Firenze (circa 6800 per centomila abitanti), a Prato (5513), a Pisa (5425), a Lucca (5324), a Livorno (5270). Sono queste le città a più alto tasso di crimine, ma anche le altre ci stanno abbondantemente sopra. Pistoia, ad esempio, naviga sopra i cinquemila reati ogni centomila abitanti, mentre Grosseto si ferma a 4800. La stessa Massa ci sopravanza sia pure di un capello, a quota 4297. Sempre prendendo a riferimento la Toscana, nel numero assoluto di reati compiuti la provincia di Arezzo è davanti solo a Prato (il cui territorio provinciale è di minuscole dimensioni), e alle più piccole Grosseto, Siena e Massa.
Tirando le somme, non siamo davanti a una catastrofe. Ma allo stesso tempo, anche alla luce degli episodi più recenti, non siamo nemmeno in condizione di abbassare la guardia. Una crescita di attività delinquenziali che si avvicina al 10%, suscita giustificati timori e crea nei cittadini una situazione di incertezza per niente immotivata.
Sergio Rossi
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