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LE STELLE DELL'ESTATE

Joan Baez dovrebbe aprire il 'Play'
Quest'anno sarà un Festival di donne

Sarà Joan Baez con ogni probabilità ad aprire il Play Festival nella serata 'di culto' di giovedì 24 luglio. Per il momento rimane confermato il concerto del chitarrista Ben Harper, per i giovani ci sarà invece la serata con i Subsonica. Saltato invece l'appuntamento con Jovanotti

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BAEZ APRE IL CONCERTO AD AREZZO Arezzo, 26 aprile 2008 - Per una notte la sua Woodstock sarà lassù, sul verde tenero, e a volte un po’ ingiallito, del Prato, all’ombra della statua del Petrarca. Sarà lì che forse, come 40 anni fa nella fattoria americana sacra alla musica, Joan Baez sognerà, e canterà, di aver visto Joe Hill. Joan Baez, l’icona della musica americana, è dietro l’angolo. E’ suo il nome finora misterioso che dovrebbe completare il parterre del Play Festival. Suo è il nome e insieme la scommessa che potrebbe trasformare la seconda edizione di questa rassegna, erede diretta dei fasti di Arezzo Wave, in un altro terremoto di emozioni. L’emozione del racconto, oltre che l’emozione della musica.

 


Un racconto che Joan Baez, newyorkese di origine scozzese e messicana, dipana da allora: da quella notte di Woodstock. E da altre mille notti. La cantante dell’impegno politico e del ’68, della pace e del Vietnam. La cantante, forse, di un’altra generazione ma che anche tra le successive, concerti alla mano, raccoglie migliaia di spettatori. Il suo arrivo non è ancora certo. Ma è la grande sorpresa dell’anno.

 

Una sorpresa che non filtra dagli ambienti del Play o del Comune, chiusi scaramanticamente a riccio, ma addirittura dall’Umbria: lì dove la cantante è inseguita e corteggiata, lì dove temono di vedersela scippare dalla new entry tra i festival estivi italiani. Se la trattativa, come tutto sembra far credere, andrà in porto toccherà a lei inaugurare il Festival, la sera del 24 luglio. Riempiendo una casella che darebbe al Play un volto quasi definitivo. Accarezzato sulle corde della chitarra. Quella di Ben Harper, la prima conferma: lui e la sua chitarra, protagonisti venerdì 25 luglio. Tra il pubblico probabilmente la moglie di Harper, Laura Dern, l’attrice di mille film anche se conosciuta soprattutto per le urla non a Woodostock ma a Jurassik Park, la terra dei dinosauri.



Sabato la serata dei giovani. Con i Subsonica a raccogliere l’eredità dei Negrita. La band torinese si è formata quasi trent’anni dopo Woodstock. Ma ha recuperato il tempo perduto, avendo venduto centinaia di migliaia di dischi. Quindi il gran finale, domenica. Un finale dove potrebbe incastrarsi un sogno, la risposta positva di Manu Chao. O assestarsi una serata al femminile, con protagoniste Carmen Consoli e Joan Armatrading.



La presenza della Consoli è data ormai per certa, proprio come quella di Ben Harper o dei Subsonica. Va concordata solo la collocazione. Su un canovaccio che nelle prossime ore prenderà la forma definitiva. Senza Jovanotti, il cui tour era troppo affollato da poter ospitare nuove date. Ma sul filo del racconto, che dalle ballate di Joan Baez ai testi surreali ma concretissimi della Consoli attraversi la narrativa, il teatro, il cinema. Quarant’anni in un giorno, anzi in qattro notti. Le notti del Play. Pigramente sdraiati sul Prato della nostra piccola Woodstock.

Alberto Pierini

 

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