Arezzo, 21 aprile 2008 - "M a qui nun’ s’alza nessuno". Un vecchio aretino è in coda per le salsicce, che fumano come turchi in vacanza: apre gli occhi come il panino e guarda diffidente i tavolini in Piazza Grande. Tutti pieni. Pieni per il pranzo dei centoventimila. In tanti si sono abbatutti sulle Piazze del Gusto. Sfruttando l’abbrivio della prima, vera domenica di sole. E stracciando le cifre dell’anno scorso. La tavolata dei sapori va. Va di giorno e va da matti anche di notte. La notte di San Francesco. La notte degli aperitivi, dei salatini, dei buffet che già colorano i fine settimana dei giovani. In un bagno di musica sparata a tutto volume e di palloncini che, gonfi come gli organizzatori delle Piazze, volteggiano sulla piazza. Il boom di arrivi scatta dopo le cinque di ieri. In perfetta coincidenza con la riapertura del traffico. Che durante la mattinata inchioda gli aretini fuori le mura. I più sportivi saltano in bici e pedalano. Gli altri vanno a piedi: ma parecchi aspettano che la sirena del coprifuoco annunci lo scampato libero. Qualcuno dai varchi si infila lo stesso.
Un sacerdote, ad esempio, alle cui ragioni di servizio il vigile giustamente si piega. Ma la maggioranza si arrende davanti alle mani, verdi e tremolanti, dei manifesti. E resti dalla parte di qua. A interrogarti. Come mai la città, dicono tutte le giunte, non può permettersi una maxi-zona pedonale in assenza di parcheggi e invece può chiudere tutto nelle poche occasioni nelle quali la gente arriva davvero? Ti interroghi e non ti rispondi. E ti limiti a contare i numeri di un evento di successo. Lo sprint era partito l’altra sera, tra San Francesco e Piazza Grande. E nopn si è più fermato. A Sant’Agostino una lunga coda di fronte al ristorantea. Tra gli altri il comandante dei carabinieri, in borghese e in fila, senza pretendere trattamenti di favore, Tutti ad aspettare un tavolo. E a cantare fra sè e sè viva la Pappa al pomodoro, uno dei piatti di punta serviti sulla terrazza. O lo stufato alla sangiovannese, che sbuffa come qualcuno degli aretini in coda. O il gelato all’azoto, che è buono ma dal nome non capisci perché non sia stato messo anche lui alla porta, come le auto dal centro. ma il centro della festa resta Piazza Grande.
Una piazza grande dove parte degli operatori masrica amaro. Perché si sono ritrovati con i negozi chiusi da tre barriere: il cantiere, gli stand girati dalla parte opposta e perfino i camion e le auto degli espositori. Troppo, pur riconoscendo tutti che la presenza della festa in piazza è stata una grande idea e che finalmente di gente se ne’è vista a fiumi. E tutti in coda per una bistecca. Paghi e aspetti che venga chiamato il tuo numero. E intanto ti guardi intorno, sperando si liberi un tavolo. Chi si siede fa a pezzi la bistecca, come fosse l’unico, vero nemico della sua vita: poi si crogiola al sole. Forse per riflettere. Forse per decidere il prossimo passo: gelato alla castagna in piazza della Badia? E avanti, verso una nuova avventura.
Alberto Pierini
Pronto il programma del 26esimo Festival ufficiale della Federazione italiana dei Cineclub che si terrà dal 22 al 26 aprile a San Giovanni Valdarno. Alla manifestazione parteciperanno numerosi personaggi, tra questi, Daniela Poggi, Chiara Sani, Alessandro Haber(nella foto), Nino D'Angelo, Camila Raznovich e Fabio Troiano