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PIAZZA GRANDE

Percorso di guerra: cantieri su 3 fronti
Negozi sbarrati, monta la protesta

Gli operatori tremano per i tempi lunghi del restauro di Piazza Grande. I negozi, sbarrati dai cantieri, sono stretti in una morsa: affari in picchiata. Il limite dei lavori è la Giostra di giugno. Il cantiere dovrà infatti essere consegnato il 28 maggio per ripartire a settembre

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piazza grande con i lavori Arezzo, 8 aprile 2008 - Vanno troppo piano. No, vanno troppo forte. Come genitori in ambasce, gli innamorati di Piazza Grande seguono con gli occhi sbarrati le evoluzioni del cantiere. Evoluzioni da brivido. Perché in un giorno le transenne si moltiplicano e i fronti dell’intervento anche. E i negozi scivolano dietro le ruspe. "Siamo in ginocchio - ci confessa uno degli operatori fissi - gli affari stanno precipitando e per troppo tempo hanno lavorato in piccole squadre di due o tre operai". Ma intanto al centro di Piazza Grande rispuntano volti noti: quelli del Comitato. Il Comitato x Piazza Grande, secondo le 'pins' che si erano appuntati all’occhiello. Carlo Peruzzo, il presidente, gli occhiali scuri, pare quasi non volersi far riconoscere.



"Nei prossimi giorni - si limita a promettere - riusciremo allo scoperto". Ma se ti piazzi ai fianchi della piccola comitiva cogli qualcosa del loro malumore. "C’era una carta di impegni con la Soprintendenza, quella va rispettata". In particolare l’impegno ad aprire uno spicchio alla volta della pavimentazione, passando ad altri solo dopo aver richiuso. Ieri di chiuso c’era poco: tre fronti di lavori, ruspe negli angoli strategici, percorsi obbligati per i turisti e le gite scolastiche. "Le possibilità di controllo - commenta Peruzzo prima di darci l’arrivederci alle prossime ore - sono limitatissime. E la fretta è una cattiva consigliera". La stessa fretta che morde ai fianchi i negozianti, attoniti davanti ai grafici degli affari, che ormai scendono più dei sottoservizi. La fretta degli amministratori.

 


Il cantiere dovrà essere riconsegnato comunque entro il 28 maggio. Ai quartieri del Saracino. Ecco la parola sulla quale hai l’impressione che comitato e operatori si ritrovino d’accordo. "Che bisogno c’era di affogarsi? Bastava ravvicinare le due edizioni, per un anno non sarebbe morto nessuno, e neanche l’entusiasmo per la Giostra". Due tra fine agosto e inizio settembre. Per sfruttare i mesi estivi. Ma non sarà così. E i lavori che resteranno dietro, compresi quelli sul fronte lungo Palazzo di Fraternita, scivoleranno dopo settembre. Un po’ come scivolano le macchine giù da Borgunto.



Dopo i mesi della prudenza, ormai è rimasto solo un percorso di guerra. Le auto sbucano dalla sinuosa strada che si incunea in piazza Grande, aggirano il pozzo da cui i giostratori prendono l’abbrivio e puntano, attenti a non inciampare in un martello o altro, verso l’uscita unica di via Vasari. Lì dove un disciplinare al termine del cantiere regolerà gli accessi. Al bando i camion e i mezzi pesanti. Peccato che intanto sulle pietre restaurate e ben sistemate passino, per esigenze di lavori. Lavori che si mordono la coda. L’intervento è di straordnario rilievo: il primo a muoversi in una piazza che per anni era stata lasciata colpevolmenmte in abbandono. Ma i costi cominciano ad essere pesanti.



Alcuni commercianti stanno calando le insegne o lo faranno a breve, una volta definiti gli accordi con i proprietari dei fondi. Altri sono in ferie forzate. E sullo sfondo resta la madre. anzi il padre. di tutti i problemi: il dubbio. Il cantiere è come un’iniezione: fa male ma va fatta. Ma se poi ne esci senza sapere nome e cognome della ricetta per salvare piazza Grande? Nome e cognome dell’antidoto che riporti in Piazza Grande quanti l’hanno mollata dopo la chiusura del Tribunale? Il sindaco promette di covare grosse sorprese. 'Ma Pasqua è finita' borbotta un operatore. Con le 'erre' moscia, proprio come l’umore dilagante.

Alberto Pierini

 

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arte contemporanea

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