Un solo dollaro da dividere in sei per un gioco proibito in un vicolo di Sihanoukville in Cambogia dove i bambini si prostituiscono ogni giorno per povertà e fame. In mezzo, secondo le accuse della polizia locale, un aretino 43enne. L'uomo, dopo essere stato arrestato, si è dichiarato innocente: "Di quello di cui mi accusate non ne so nulla"
Arezzo, 2 aprile 2008 - Un girotondo d’inferno. Inferno di piccoli angeli adescati con l’odore acre di una banconota. Un solo dollaro da spartire in sei per un gioco proibito in un vicolo di Sihanoukville in Cambogia dove i bambini si prostituiscono ogni giorno per povertà e fame. In mezzo, secondo le accuse della polizia locale, l’aretino F.C., 43 anni. Intorno, in una sorta di girotondo triste e perverso, sei bimbi dagli 8 ai 14 anni, tutti seminudi. Nell’atto di imputazione, che 'La Nazione' è in grado di rivelare in anteprima, si legge che l’uomo è stato arrestato in flagranza di reato alle 21.48 di martedì 4 marzo. Scoperto mentre masturbava e si faceva masturbare dai piccoli cambogiani con addosso un giubbotto blu senza maniche, una camicia e i pantaloni calati. Una scena che disgusta e avvilisce ma che da quelle parti non è purtroppo così rara. Secondo le stime, i bambini schiavi del mercato del sesso in Cambogia sono circa 20 mila. Rapiti o comprati dalle mafie alle famiglie spesso inconsapevoli, sono poi rivenduti ad altre organizzazioni criminali per farli prostituire in strada o nei bordelli. E Sihanoukville è diventata una delle nuove destinazioni del turismo sessuale internazionale.
L’aretino, che è un uomo di dimensioni notevoli e ha praticato sport, ha reagito con veemenza all’arresto. Si è divincolato, ha cercato di scappare, ha colpito a più riprese gli agenti asiatici spedendone uno diritto al pronto soccorso. Ma non ha evitato l’arresto e la perquisizione nella stanza che occupava da solo in una guest house a pochi metri di distanza dal vicolo buio dove è stato ammanettato. Secondo il rinnovo dei visti sul suo passaporto, era in Cambogia dall’inizio di novembre. Nella stanza della struttura 'low cost' che aveva scelto per la sua lunga vacanza cambogiana sono stati trovati anche 200 compact disc contenenti immagini e video pornografici, a quanto pare, senza il coinvolgimento di minori. In camera aveva anche 2490 euro e 75 dollari in banconote di piccolo taglio e un punching ball da pugilato. Quando è stato condotto nel carcere di Sihanoukville, l’aretino, sempre secondo l’atto d’accusa della polizia cambogiana, ha proseguito a non collaborare: non ha firmato il documento e si è rifiutato di fornire le impronte digitali. Si è comunque dichiarato innocente: "Di quello di cui mi accusate non ne so nulla" ma non è bastato per evitargli la permanenza dietro le sbarre che dura da quasi un mese.
Le pesanti accuse sono naturalmente tutte da provare nel processo che si deve svolgere entro sei mesi dall’arresto e quindi da qui alla fine dell’estate. L’accusato proclama a gran voce la sua innocenza e tale va ritenuto, fino a prova contraria. Nel documento d’incriminazione sono contenute anche le dichiarazioni rilasciate dai sei bambini trovati insieme a lui. Due maschi di soli 8 anni e quattro femmine di 10, 12, 13 e 14 anni. Agli agenti hanno raccontato di essersi accordati con l’aretino per un compenso di tre dollari da dividersi fra loro. Alla fine ne hanno ricevuto solo uno per essersi rifiutati di fronte ad ulteriori pratiche sessuali richieste dal quarantatreenne. Adesso si trovano nel centro M’Lop Tapang per i bambini di strada coordinato da un medico italiano, Francesco Caruso. Lì più di cento bambini ogni giorno e notte ricevono cibo, educazione, formazione professionale, assistenza psicologica, cure mediche. E giocano ad un girotondo da bambini. Un girotondo senza orrendi abusi.
Pronto il programma del 26esimo Festival ufficiale della Federazione italiana dei Cineclub che si terrà dal 22 al 26 aprile a San Giovanni Valdarno. Alla manifestazione parteciperanno numerosi personaggi, tra questi, Daniela Poggi, Chiara Sani, Alessandro Haber(nella foto), Nino D'Angelo, Camila Raznovich e Fabio Troiano