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Arezzo

CONTRAFFAZIONE

Oltre 100mila capi di abbigliamento
sequestrati dalle Fiamme Gialle

La merce è stata scoperta su un tir intercettato sul tratto autostradale della A1 tra Incisa e Valdarno. Le indagini hanno accertato che erano stati effettuati due distinti carichi, il primo in un deposito di Roma e il secondo presso Prato. Tra i capi sequestrati circa 3.000 sono risultati contraffatti e riportavano i marchi di note griffes di abbigliamento

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Guardia di finanza Arezzo, 13 marzo 2008 - Sequestrato un tir contenente oltre 100.000 capi di abbigliamento recanti la falsa indicazione 'Made in Italy' e privi della prevista etichettatura del 'Codice del consumo'. L'operazione è stata eseguita dalla Guardia di finanza della compagnia di San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo.

 

Tra i capi sequestrati circa 3.000 sono risultati contraffatti e riportavano i marchi di note griffes di abbigliamento, quali 'Benetton', 'Everlast', 'Napalm the Jeans', 'Rich Brother'. Le Fiamme Gialle hanno intercettato sul tratto autostradale della A1 tra Incisa e Valdarno un tir con targa italiana che trasportava capi di abbigliamento scortati da documenti di trasporto comunitario indicanti quale destinazione finale il Portogallo.

 

Le indagini hanno accertato che erano stati effettuati due distinti carichi, il primo in un deposito di Roma e il
secondo presso Prato,
prelevando merce proveniente da svariate ditte intestate a soggetti di nazionalità cinese. Il percorso pianificato del trasporto non era coerente con la destinazione della merce che avrebbe dovuto raggiungere il porto di Genova, per poi proseguire, via mare, verso la Spagna (Barcellona) e quindi, via terra, per il Portogallo. I finanzieri inoltre hanno accertato che risultava una notevole discordanza tra la quantità della merce
trasportata e quella iscritta nei documenti di accompagnamento. Dal successivo riscontro materiale è emerso che la quasi totalità dei capi di abbigliamento (felpe, completi per bambini, jeans e magliette) era priva dell'etichettatura riportante la natura merceologica, altri recavano la falsa indicazione del 'Made in Italy' ed infine una parte della merce era contraffatta.

 

Le investigazioni attualmente in corso sono finalizzate a ricomporre i diversi tasselli del traffico illecito, vale a dire l'individuazione della reale esistenza delle ditte produttrici e di quelle che commercializzano la merce, nonchè della effettiva destinazione dei capi di abbigliamento sequestrati, non potendosi escludere che questi fossero destinati ai circuiti paralleli. Sei titolari di imprese sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Arezzo per violazione degli artt. 474 e 517 del codice penale.

 

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