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Arezzo

L'INCHIESTA

La benzina sale a prezzi da record
Il diesel spicca il volo e insidia la verde

Il gasolio costa sempre un filo meno della benzina, anche se qua e là cominciano a vantarsi le prime eccezioni. Anche il diesel prende il volo. La media di agosto si attesta a 1,175 euro: quella di marzo è salita addirittura a 1,325

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Una pompa di benzina Arezzo, 9 marzo 2008 - Un cartone di benzina. Un litro, piazzato come il latte al centro della famiglia aretina. Un litro esatto, neanche una goccia di più: ma il cui prezzo continua a salire. A cavallo del barile di petrolio, travolgendo tutto e tutti in un’impennata che rischia seriamente di lasciarci a piedi. Le cifre sono lì, laconiche come solo loro sanno essere. Nel giro di sette mesi il distributore non si è fermato più. Lo avevamo lasciato all’ultimo rilevamento del 10 agosto, quando l’asfalto bruciava come le tasche: allora la spesa media per un litro di benzina, calcolata su una decina di distributori campione, si era attestata per la 'verde' a 1,312 euro. la ritroviamo a 1, 378 euro. La differenza è di sei centesimi e mezzo. Stavolta abbiamo spostato un valore solo.

 

Abbiamo cioé preso praticamente tutti i 44 distributori aretini in un qualunque sabato di marzo. Tra il profumo delle mimose la loro media non lascia adito a dubbi. Sei centesimi e mezzo: un’inezia? Forse, se davvero un litro ci cambiasse la vita. Ma moltiplicati per i litri di un pieno e per tutti i pieni di questi sette mesi, fanno somme da brividi. La situazione non cambia con il diesel. Anzi, peggiora. Il gasolio costa sempre un filo meno della benzina, anche se qua e là cominciano a vantarsi le prime eccezioni. Ma mentre la 'verde' sale gli scalini a due a due, il diesel salta sull’ascensore. E prende il volo. La media di agosto si attesta a 1,175 euro: quella di marzo è salita addirittura a 1,325. Cioè sopra l’allora prezzo della benzina. La forchetta si è stretta: e sparisce addirittura se decidiamo di alimentare il nostro vecchio motore con del diesel 'arricchito', su cui la differenza di prezzo praticamente si azzera.

 

Come difendersi? Andando a piedi, suggerirebbe qualcuno: ma sappiamo bene quanto questo spesso sia impossibile. L’unica alternativa è viaggiare informati, un po’ come suggeriscono i canali radiofonici riservati alle grandi autostrade. La forchetta, se si è ridotta tra un carburante e l’altro, resta però ancora larga tra un distributore e l’altro. Nessuno sconto clamoroso, beninteso. Ma differenza sì. A fianco risultano evidenti anche dai nostri distributori campione. A ieri il prezzo minimo registrato risultava quello di 1,359 euro, verificato nel contatore della Beyfin in uno dei suoi distributori quello sul raccordo. E altri sono a ridosso. A 1,360 si attestano due stazioni Erg, quella di via Fiorentina e l’altra su viale Santa Margherita.

 

E subito sopra, in una sfida sul filo, a 1,361 la Esso sulla Statale 73 (per capirsi quella che da via Leonardo da Vinci va verso Olmo) e la Q8 di viale Dante. Poi tutti gli altri, raccolti in un fazzoletto di numeri, che arrivano fin oltre quota 1,400: un tetto oltre il quale sono l’Api di via Alessandro dal Borro, la Shell di via Calamandrei e di Ponte a Chiani, l’Api di via Fiorentina, la Ip di viale Santa Margherita e soprattutto la Shell di via Benedetto da Maiano. La forbice tra i prezzi minimi e quelli massimi è di quasi sette centesimi. Le misure cambiano un po’ per chi è disponibile a fare tutto da solo: molti esercizi praticano un doppio prezzo, uno per chi si fa servire dal benzinaio e uno per chi impugna senza paura la pompa e la affonda nel serbatoio. Prezzo che invece diventa unico dopo la chiusura, quando il benzinaio, giustamente, va a casa e lascia a disposizione il solo self service. Il cui utilizzo è però in continua crescita. Di massima gli aretini guardano poco al prezzo. "Tanto io metto sempre dieci euro" ammica sornione un automobilista, puntando goloso il suo ennesimo cartone di benzina.

Alberto Pierini

 

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