Giorni di panico per trovare un parcheggio in centro, specie alla Cadorna. L'assessore Banchetti sposa definitivamente la linea dei multipiani: cinque sono già in progetto per il 2008. Tra questi in arrivo quello al tribunale, uno all'ospedale e uno appunto alla Cadorna
Arezzo, 20 dicembre 2007 - "ESCE?". Nella Cadorna l’automobilista abbassa il finestrino e ti punta, mentre giochi con la chiave della macchina, come Alberto Sordi nel 'Borghese piccolo piccolo'. Ma non ti vuole uccidere: vuole solo un posto per la macchina. E come lui lo vogliono migliaia di aretini, tutti i giorni, specie sotto Natale, costretti a girare a vuoto tra i parcheggi del centro. Che non bastano. Non bastano mai. Almeno per ora. "Se riuscirò a far partire i tre o quattro parcheggi più urgenti allora avrò vinto". Parola di Roberto Banchetti, assessore al traffico, un occhio sul caos di Natale e uno sui progetti per il futuro. Prossimo, almeno spera. E sotterraneo. "La città ha bisogno di parcheggi multipiano: e intendo darglieli". Dove? Il più ambizioso è quello in zona Eden. Zona o Eden? "Le opzioni erano due, una più o meno corrispondente all’attuale area di sosta e una sotto il Parco Giotto: credo vadano integrate". Alias un serbatoio da circa mille posti, più o meno quelli del Baldaccio, anche se per scaramanzia è un nome che non andrebbe mai fatto. Definite anche le priorità. Precedenza al parcheggio sul lato del parco, a ridosso della Banca d’Italia, che di certo porta con sè minori problemi logistici. Poi l’altra. Motivo? Fare presto. Passare dalle parole ai fatti. Un parcheggio risolutivo? L’Eden certo è vissuto decisamente più centrale del Baldaccio: ma a quel punto diventa determinante che l’uscita sia in via Pietro Aretino e non in via Giotto o intorno al Baco d’Oro. Poche decine di metri ma probabilmente quelle che passano da un altro fiasco ad un successo.
Tutto all’inizio di un 2008 che si segnala sempre più marcatamente come l’anno dei parcheggi. Perché non di solo Eden vive la sosta. Sulla carta di Banchetti, e su un documento già portato in giunta nelle ultime ore, le altre precedenze ci sono tutte. In testa il parcheggio multipiano, ma stavolta tutto esterno, del Palazzo di Giustizia: è già praticamente pronto, sarà dotato di 400 posti, sarà aperto entro la fine di marzo. Rimaniamo in zona. Il Gioco del Pallone, alias l’area a ridosso di Porta Trento e Trieste. Tempi brevi anche per il lancio di questo progetto, qualche altro centinaio di posti. Virtualmente collegabili alla città alta, secondo l’ex assessore Ghinelli via scale mobili, ma difficilmente questo tassello di idea diventerà operativa. Comunque, ancor prima del parcheggio esterno alle mura, sulle carte millimetrate finirà quello dell’ospedale. Tra tutti il più atteso. Dai malati e da chi si vergogna di corredare la zona ospedaliera con un’area di sosta come quella attuale. Un parcheggio di due piani, sviluppati all’esterno e corredati da una serie di fondi e spazi: una foresteria per i parenti dei malati ma anche ambienti idonei per alcuni negozi sempre di natura sanitaria.
Infine un quinto parcheggio sempre appeso all’albero del 2008: quello scambiatore a nord. Non è la mossa di una battaglia navale ma l’indicazione della Catona. E’ il parcheggio a servizio di un quartiere spesso dimenticato. Ma al tempo stesso è anche la svolta per mettere a pagamento le piazzole sotto le scale mobili. Tanto per liberare qualche spazio libero. E evitare di essere puntati da qualche minaccioso 'Alberto Sordi' a caccia di posto.
Alberto Pierini
Melodie tradizionali di Natale il 26 dicembre alle 18 nella chiesa di San Biagio a Tegoleto con il concerto 'Veni, veni Emmanuel' dell'Insieme vocale Vox Cordis. Direzione del maestro Lorenzo Donati (nella foto)