In carcere sei persone accusate di rifornire di sostanza stupefacente i giovani della Valdichiana. Gli arresti arrivano dopo l'inchiesta avviata in seguito alla morte per droga di un sedicenne avvenuta il 21 gennaio scorso ad Alberoro
Arezzo, 10 settembre 2007 - In manette sei persone accusate di rifornire di droga i giovani della Valdichiana. Gli arresti arrivano dopo l'inchiesta avviata dopo la morte per droga - avvenuta il 21 gennaio scorso ad Alberoro - del sedicenne Andrea Randellini. Sono circa 80 - la metà minorenni - i ragazzi coinvolti come assuntori nel giro di droga. Nel corso dell'operazione, che ha visto impegnati 100 carabinieri e le unità cinofile, sono stati recuperati 200 grammi di cocaina, 100 di hashish e 80 di marijuana.
I carabinieri hanno ricostruito i movimenti del giovane Andrea e del giro di amici con i quali era uscito quella tragica sera, molti dei quali studenti, e già a marzo erano riusciti a scoprire due spacciatori: padre e figlio, residenti a Rigutino. I due vennero arrestati e la moglie dell' uomo denunciata per favoreggiamento. Negli ultimi giorni gli altri arresti.
In carcere sono finiti un albanese, di 32 anni, un 22enne di Monte San Savino; un fornaio di 24 anni, trovato con 30 grammi di cocaina e un campano di 33 anni. Inoltre sono stati denunciate 14 persone per detenzione di droga ai fini di spaccio, e tra queste il ragazzo che ha materialmente fornito la droga al 16enne morto. Infine quattro persone sono state denunciate per favoreggiamento.
I carabinieri hanno anche scoperto che i ragazzi si approvvigionavano di droga tramite sms poi con la scusa di andare da un amico a studiare, si davano appuntamento in un bar di Rigutino dove gli spacciatori poi arrestati, li rifornivano di droga che veniva consumata ad Alberoro, dove è morto Randellini, o in un appartamento del paese chiamato in codice 'il club'.
Una gran folla ha visitato la tradizionale 'Fiera del mestolo'. La caratteristica principale della kermesse settembrina è la vendita di prodotti di artigianato locale in vimini e legno. Partner particolare il Calcit (Comitato autonomo per la lotta contro i tumori) impegnato a raccogliere fondi per contribuire al finanziamento del Ct-Pet, lo strumento diagnostico, in funzione dal 2005 all'ospedale S. Donato, in grado di individuare anche tumori di piccolissime dimensioni