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L'esercito arriva a Firenze
a guardia di luoghi sensibili

Il ministero ha deciso: cinquanta militari per vigilare su tutti gli obiettivi sensibili. Si tratta, in particolare, dei consolati, dell’aeroporto, della Sinagoga, dei monumenti più importanti e di luoghi di particolare interesse storico e turistico come piazza del Duomo, Ponte Vecchio e Piazza della Signoria

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Firenze, militari in piazza della Repubblica Firenze, 24 luglio 2009 - Il ministro Maroni l’aveva promesso e dalla riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica è arrivata anche la conferma ufficiale. Fra una settimana, a partire dai primi giorni di agosto, i militari dell’esercito italiano sostituiranno i poliziotti, i carabinieri e i finanzieri impegnati nei servizi di sorveglianza fissa degli obiettivi sensibili. Massimo il riserbo sulle modalità effettive di utilizzo e sui luoghi d’impiego dei militari. Il piano non è ancora definito nei dettagli, ma la decisione è ormai irrevocabile. Secondo quanto stimato dalla prefettura di Firenze, dove ieri si è riunito il Comitato per l’ordine pubblico, dovrebbero essere circa 50 i militari destinati alla città.

 

L’iniziativa prevede l’invio, per un periodo di tempo inizialmente limitato, di un contingente addestrato da impiegare nella vigilanza fissa degli obiettivi sensibili. Si tratta, in particolare, dei consolati, dell’aeroporto, della Sinagoga, dei monumenti più importanti e di luoghi di particolare interesse storico e turistico come piazza del Duomo, Ponte Vecchio e Piazza della Signoria. L’impiego dei militari avrebbe l’effetto di liberare polizia, carabinieri e guardia di finanza dai compiti di sorveglianza fissa. In questo modo, agenti e militari potrebbero essere reimpiegati nei loro compiti peculiari rimpolpando i contingenti a disposizione dei comandi.
 

 

Nella nota che la prefettura di Firenze ha diffuso in serata si spiega inoltre che «dopo la richiesta del giugno scorso e la successiva assegnazione dei rinforzi di finanzieri che a breve opereranno in provincia, sono ancora in corso contatti tra il prefetto Andrea De Martino e il ministero dell’Interno per disporre di ulteriori risorse al fine di garantire interventi sempre più diffusi a difesa dell’economia locale insidiata lungo tutta la filiera (dalla produzione alla vendita) da crescenti fenomeni di illegalità». L’impiego dei militari, dunque, non avrebbe solo un significato simbolico e non libererebbe soltanto le forze dell’ordine da compiti di sorveglianza fissa. Il loro arrivo dovrebbe avere anche l’effetto deterrente di scoraggiare la criminalità, in particolare la cosiddetta microcriminalità, i piccoli spacciatori, i ladri e i rapinatori.

 

La mossa del Governo non poteva non stimolare una risposta da parte dei sindacati delle forze dell’ordine. Luciano Mennonna, segretario del Silp per la Cgil, uno dei sindacati di polizia, «si dice felice che il Governo abbia finalmente sollevato le forze di polizia dai compiti di vigilanza». Secondo Riccardo Ficozzi, segretario generale di Siulp Firenze, si tratta, invece, «di un provvedimento a due facce. Liberare gli agenti dai compiti di vigilanza fissa è sicuramente una buona notizia» spiega Ficozzi. «Ma sostituirli con i militari, significa affermare che gli agenti e i mezzi in servizio sono davvero pochi. Evidentemente si tratta di una toppa che va a coprire una falla che abbiamo sempre denunciato e che il Governo non ha mai avuto il coraggio di ammettere».

Cosimo Zetti










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