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LA LETTERA

La sorte di Eluana scuote le coscienze
In un film sembrava fantascienza

L’eutanasia non mi sembra un’innovazione di cui menar vanto. Specchio di una società non proprio magnifica e progredita... Risponde Stefano Cecchi, inviato de 'La Nazione'

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L’eutanasia non mi sembra un’innovazione di cui menar vanto. Specchio di una società non proprio magnifica e progredita. Ma non si dovrebbe collegare il caso di Eluana Englaro con l’eutanasia neppure per avversarla. Anche dando per scontata la non percezione del dolore in chi è gravemente cerebroleso, c’è una domanda retorica: gli organismi più semplici, privi di cervello, sono indifferenti alla morte per fame e sete? Tanto verrebbe inflitto per molti giorni alla vittima, magari, che è peggio, senza che si veda da fuori perché paralizzata chimicamente (di ciò solo si tratta, credo, quando si parla di anestesia in quasti casi), solo per affermare la capacità di governare il fenomeno. Se questo è comprensibile nel padre, travolto dalla prova subita, non mi piace la gara delle autorità per mettere a norma la 'interruzione'. Fra l’altro, tanti che proclamano "lo ha voluto lei", in caso diverso non esiterebbero a farsi beffe delle volontà di una minorenne. Sbrigarla con una pistolettata appare per la brutalità che è; invece una esecuzione che si afferma pulita grazie alla ipocrisa del rito è 'corretta'?

Andrea Banchieri

 

Risponde Stefano Cecchi, inviato de 'La Nazione'

 

Stefano Cecchi Nel film 'Rollerball' di Norman Jewison, ambientato nel futuro ma uscito nel 1975, c’è una scena significativa. A un certo punto l’amico del protagonista, che è James Caan, viene colpito durante una partita a Tokio e va in coma irreversibile."Non c’è più niente da fare. Firmi qui che stacchiamo la spina", dice un medico a James sorridendo e porgendogli la penna. Caan, però, sposta la penna e porge al medico una domanda: "Ma lui sogna?". "E che ne so se sogna, firmi qui che sbrighiamo la pratica". James Caan non firma e porta via l’amico ma ciò che conta è lo stupore che si provò per la scena: "E’ impossibile - si disse - che nel futuro di fronte alla morte la burocrazia prevalga così smaccatamente sulla pietas". Io oggi non riesco a schierarmi fra chi vorrebbe staccare la spina a Eluana e chi no. So però che quel futuro previsto nel 1975 da Jewison è già arrivato. C’è da esserne contenti?










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