Cara nazione, denunciano, criticano, ma con grande e colpevole ritardo, che la scuola, la giustizia, le Regioni, le Province e i Comuni, hanno accumulato negli anni enormi deficit di bilancio con un drammatico sperpero di denaro pubblico... Risponde il Vicedirettore de 'La Nazione' Piero Gherardeschi
Firenze, 8 novembre 2008 - Cara nazione, denunciano, criticano, ma con grande e colpevole ritardo, che la scuola, la giustizia, le Regioni, le Province e i Comuni, hanno accumulato negli anni enormi deficit di bilancio con un drammatico sperpero di denaro pubblico. La responsabilità è sotto gli occhi di tutti: le amministrazioni pubbliche si sono comportate da veri e propri uffici di collocamento per garantire stipendi e creare nuovi posti di lavoro. E tutto questo grazie all’assunzione in esubero di amici e amici degli amici di questo o quel partito: tutto ciò per spendere miliardi per consulenze esterne inutili, ma che hanno avuto il solo potere di continuare a non far fare niente a coloro che, una volta assunti, se ne stavano ( e se ne stanno) a scaldare le sedie. Il risultato è ora sotto gli occhi di tutti: i cittadini ricevono dalle amministrazioni pubbliche un servizio fra i peggiori in Europa. Ma in molti non hanno il diritto di lamentarsi, ma hanno l’ obbligo, semmai, di recitare il mea culpa, perché il danno è stato causato dal voto degli stessi cittadini.
D.A.
Risponde io vicedirettore de 'La Nazione' Piero Gherardeschi
Pur avendo un vago sapore qualunquista la denuncia del nostro lettore colpisce nel segno e centra la causa di un malessere che negli anni è diventato esponenziale. In effetti i servizi della pubblica amministrazione sono serviti più a mettere in crisi il povero cittadino che non a risolverne i problemi. E una buona parte di responsabilità sta di certo nel voto di scambio fra l’'assunto in esubero' e il politico accondiscendente. La riprova che tutto questo non è frutto della fantasia di qualcuno sta nella cura-Brunetta che nel giro di pochi mesi ha messo a nudo almeno una parte del ventre molle della pubblica amministrazione. Se, forse, il ministro è diventato il cult per tanti vignettisti, per qualcun altro sembra essersi trasformato in un vero e proprio incubo.