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PISA

Nonnismo choc al Sant’Anna
La denuncia delle matricole

Esposto denuncia di un genitore di un allievo del primo anno alla Scuola superiore 'Sant'Anna' di Pisa. Il genitore ha raccolto il grido disperato del figlio per poi far scoppiare il caso di 'nonnismo', chiedendo ai vertici della prestigiosa università di interrompere la catena di soprusi e giochi sadici di cui diventano bersaglio, fin dal giorno del loro ingresso alla Scuola, le matricole

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Pisa, università Sant'Anna (fato Corsini) Pisa, 18 ottobre 2008 - A far scoppiare il caso 'nonnismo' alla Scuola superiore 'Sant’Anna' di Pisa, sarebbe stato, con tanto di esposto-denuncia, il genitore di un allievo del primo anno. Un babbo nella Guardia di Finanza e che, dopo aver raccolto lo sfogo disperato del figlio, ha chiesto ai vertici della prestigiosa università pisana, di interrompere la catena di soprusi e giochi sadici di cui diventano bersaglio, fin dal giorno del loro ingresso alla Scuola, le matricole, gli allievi del primo anno. "Formule d’ingresso", le chiamano i grandi, quelli dal secondo anno in poi, e avrebbero lo scopo di cementare lo spirito di gruppo, insegnare il rispetto per gli anziani, per preparare i giovani alle mille prove cui li sottoporrà, un domani, la vita. Solo goliardia, quindi, e prove facoltative, di fronte alle quali si può anche opporre un 'no grazie' e tanti saluti. Ma stando a quanto raccontano coloro che le hanno subite e ancora le subiscono, "perché - spiegano due ex matricole - se ti rifiuti automaticamente ti autoescludi dalla "squadra" e rimani una nullità, anzi un bersaglio mobile, per tutta la durata del corso di laurea", quelle prove goliardiche sono ben altro.

 

E sconfinano nel nonnismo puro, parola che, qui a Pisa, evoca ancora il fantasma di Emanuele Scieri, la sua morte senza colpevoli, alla Gamerra, la caserma dei Parà. La Sant’Anna, fucina dell’Intelligentia con la I maiuscola, come il campo di addestramento per marines di Full Metal Jacket? "Giudicatelo voi", dicono due dei ragazzi che hanno rifiutato l’iniziazione e ancora pagano il prezzo di questa "colpa".

 

"Sicuramente non può definirsi scherzo la "Silvestratio", spiega un laureando che, dopo quattro anni d’inferno ha addirittura abbandonato la Scuola. Il 'Silvestroni' è un manuale di chimica generale e la ‘Silvestratio’ è una prova riservata ai maschi: l’allievo bendato viene chiuso in una stanza buia coi pantaloni calati. Il tomo di chimica, legato con uno spago, viene appeso allo scroto della matricola che deve "fidarsi" e lanciare il libro contro una finestra. "Lo spago - spiega l’ex allievo - sarà tagliato dagli anziani, un istante prima del lancio e la castrazione è scongiurata solo 'grazie' alla rapidità e alla mira di chi ha in mano le forbici. Chiamatelo scherzetto innocente...". C’è poi la 'mordatio' in cui due matricole vengono costrette, carponi e in mutande, a mordersi il 'lato B' scivolando sul pavimento intriso di acqua saponata.

 

O la filmatio, per cui la matricola deve guardare un film in piedi per tutta la notte, e se cede al sonno lo sveglia una doccia di cubetti di ghiaccio. Si racconta di un ragazzo diabetico svenuto per crisi ipoglicemica dopo ore di piegamenti sulle gambe, di altri malori e di un clima di terrore. Se i più sopportano i 45 giorni di iniziazione, c’è anche chi vi si sottrae (sono già una trentina) e chi, come il figlio del finanziere, denuncia. Proprio in questi giorni il direttore della Scuola, Maria Chiara Carrozza, ha radunato gli studenti invocando il rispetto della persona come limite per i giochi d’ingresso e minacciando la massima intransigenza in caso di episodi sopra le righe. "Ho ricevuto le lamentele di alcuni studenti e dei loro genitori - precisa il direttore - e ne abbiamo parlato con gli allievi nel corso di una serie di assemblee. Sono accadute delle cose, come ne accadono in tutti i collegi. Se dovessero essermi segnalati altri episodi in cui qualcuno ritenga di aver esser stato vittima di fatti lesivi della propria dignità personale, se ne discuterà in seno al Senato accademico. Esiste un disciplinare, sarà avviata un’istruttoria e il Senato Accademico prenderà i provvedimenti del caso". "Ma a ieri - ribattono gli 'ammutinati della matricola' - nulla era cambiato". 

Paola Zerboni










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