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LA LETTERA

Quando la nostra salute
è appesa ad un refolo di vento

Cara Nazione, risiedo in una zona abbastanza vicina a dove la scorsa settimana si è verificato il drammatico rogo in una azienda di Scarlino... Risponde il vicedirettore de 'La Nazione', Piero Gherardeschi

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Firenze, 5 luglio 2008 - CARA NAZIONE, risiedo in una zona abbastanza vicina a dove la scorsa settimana si è verificato il drammatico rogo in una azienda di Scarlino; rogo nel quale ha perduto la vita un giovane romeno. Da giorni si sta discutendo su come 'manipolare' frutta e verdura che viene coltivata nella zona. Mi pare che si sia alla solita farsa all’italiana: un comune, Scarlino appunto, ha emesso un’ordinanza nella quale si invitano i cittadini a non utilizzare verdura, frutta e ortaggi raccolti nel raggio di quasi due chilometri. Quella che per Scarlino è una ferma presa di posizione, però, per Follonica risulta solo un 'consiglio'. Frutta e verdura possono essere consumati, infatti, solo dopo averli ben lavati. Due correnti di pensiero che, pare, siano divise proprio dalla direzione in cui spirava il vento il giorno dell’incendio. Resta, comunque, abbastanza singolare questo atteggiamento delle due amministrazioni comunali senza che sia un ente preposto a dare una linea di condotta che non sia quella regolata soltanto da un filo di vento. Troppo poco per vigilare sulla salute dei cittadini.
Marco L. - Follonica

 

Risponde il vicedirettore de 'La Nazione', Piero Gherardeschi

 

 
C’è da star ben poco tranquilli se la nostra salute è appesa a un refolo di vento. La querelle su 'ordinanza' e 'consiglio' che divide i comuni di Scarlino e Follonica, la dice lunga sull’approssimazione col la quale spesso siamo costretti a fare i conti anche quando in ballo c’è la salute.
La bontà o meno di frutta e verdura dopo l’incendio nella zona di Scarlino non può essere figlia solo di un’interpretazione soggettiva. Forse sarebbe stato più logico avere in tempi un po’ più solleciti i risultati delle analisi per sgombrare il campo da eventuali rischi e permettere alla gente del posto di consumare o no ortaggi e verdure. Ma forse, con i tempi che corrono, sarebbe stato chiedere troppo.










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