La famiglia di Giuliano Paganini, l'agronomo pistoiese rapito in Somalia, chiede "che vengano spenti i riflettori su questo caso per favorire le trattative". I familiari ipotizzano si tratti di ragioni di soldi. Il presidente della Regione, Claudio Martini lancia un appello su Youtube: "Liberateli"
Mogadiscio, 21 maggio 2008 -"I familiari sono convinti che Giuliano sia stato rapito da criminali per ragioni di soldi". Lo ha detto il presidente della Provincia di Pistoia, Gianfranco Venturi, al termine della visita fatta alla moglie e alla figlia del volontario rapito in Somalia. "La moglie Fulvia e la figlia trentenne Valentina sono preoccupate - ha aggiunto Venturi - (ma serene per quello che tutte le istituzioni stanno facendo).- Stanno cercando di capire i motivi del sequestro".
"La Farnesina e le autorità di Pistoia stanno lavorando" - Spegnere i riflettori sulla vicenda del rapimento dei due cooperatori italiani in Somalia per favorire la trattativa coi rapitori: è la richiesta di Valentina Paganini, la figlia dell'agronomo pistoiese Giuliano Paganini, uno dei due rapiti. "Grazie a tutti per la solidarietà, la Farnesina sta lavorando - ha detto ai cronisti uscendo di casa - le autorità di Pistoia stanno lavorando, così come sta lavorando il Cins: vi prego solamente di buttare giù i riflettori per il rispetto delle trattative, affinché tutto possa andare bene, e mio padre e Iolanda possano tornare presto a casa".
"Quella di Paganini è una famiglia che ha speso la vita per l'Africa - ha detto Toschi - la figlia Valentina è appena rientrata dal Kenia e la stessa moglie, Fulvia Cappello, è stata più volte in quei paesi. Entrambe conoscono la realtà e i rischi che si corrono in Africa"."Ci siamo messi a disposizione della famiglia per qualsiasi necessità - ha aggiunto il sindaco Berti -. Manteniamo contatti diretti con la Farnesina per seguire l'evolversi della vicenda che ci auguriamo possa avere un epilogo positivo nei tempi più rapidi possibile".
Intanto il presidente della Regione toscana, Claudio Martini, ha lanciato un messaggio video su Youtube. 'Rivolgo un appello perche' le persone buone che stanno collaborando con il popolo somalo possano ritornare alle loro famiglie. Chiedo ai rapitori dei nostri volontari in Somalia di far tornare alle famiglie le persone sottratte al loro impegno per la cooperazione''.''L'agronomo pistoiese Giuliano Paganini, Iolanda Occhipinti e Abderahman Yusuf Arale - spiega Martini - sono persone che si stanno impegnando per progetti umanitari e di cooperazione per servizi fondamentali alle popolazioni. Sono amici della Somalia e del popolo somalo. Spero che l'appello della Regione Toscana e di tutte le istituzioni internazionali possa portare rapidamente alla loro liberazione''.''Appena avuta la notizia - continua - ci siamo immediatamente messi in contatto con il ministero degli Esteri italiano per cercare di avere notizie che possano essere di conforto alle famiglie. L'assessore alla cooperazione della Regione, Massimo Toschi, a nome mio e della giunta, è andato a Pistoia per incontrare la famiglia Paganini. Abbiamo portato la solidarietà di tutti i toscani e stiamo moltiplicando gli sforzi per cercare di far sì che già nelle prossime ore si possano avere buone e notizie e che al più presto i tre cooperanti possano essere liberati''.
I FATTI
Due volontari italiani e un loro collega somalo sarebbero stati rapiti da un gruppo armato, secondo alcuni anziani di un villaggio. Si tratterebbe del toscano Giuliano Paganini, agronomo, originario di Pistoia e della siciliana Iolanda Occhipinti, volontari Cins (Cooperazione italiana Nord Sud) in Somalia, nella regione della bassa Shabelle.
Giuliano Paganini è partito per la Somalia nel mese di marzo per curare un progetto finalizzato a incrementare la produzione agricola locale basato sulla formazione di personale del luogo e sulla diversificazione delle colture. Paganini collabora da 5 anni con il Cins, la cooperazione italiana Nord-Sud, una ong creata nel 1988. Prima di operare in Somalia aveva diretto alcuni progetti nella zona di Nairobi, in Kenya. Il Cins di Roma ha reso noto di non aver mai avuto segnali che potessero far ipotizzare il rapimento del personale e che mai si sono avuti segnali di intolleranza o minacce di alcun tipo.
Ahmed Yunis, un anziano del villaggio di Awdhigle nella Somalia centrale, ha detto che un gruppo di uomini armati ha catturato i tre volontari, che sono stati bendati prima di essere portati via. I volontari, due italiani e un somalo, lavorano per l'organizzazione umanitaria italiana Cins. Uno dei due volontari italiani sarebbe una donna.
LA FARNESINA CONFERMA
Anche la Farnesina conferma la notizia: Intervistata da Skytg24, Elisabetta Belloni "conferma che il responsabile dell'ong Cins ci ha confermato ora il rapimento" di Iolanda Occhipinti e Giuliano Paganini. "La conferma - spiega la responsabile dell'Unità di crisi - si basa su testimonianze raccolte dal Cins in loco". "Siamo in contatto con i familiari" dei due volontari, aggiunge Belloni che, per rispetto della sfera privata e della delicatezza della situazione, non aggiunge altri dettagli sui due cooperanti.
"Sono stati attivati i meccanismi per prestare assistenza ai nostri connazionali, pur nella consapevolezza di operare in un territorio dove le difficoltà sono particolarmente gravi" conclude la Farnesina.
I COMMENTI DI SOLIDARIETA'
''Non dovrebbe trattarsi di terrorismo ma di malviventi comuni e ciò induce a un cauto ottimismo e alla speranza''. Lo ha detto Antonio Recchioni, prefetto di Pistoia uscendo dall'abitazione dove vivono la
moglie e la figlia di Giuliano Paganini, il volontario pistoiese di 64 anni (e non 66 come scritto in precedenza) rapito in Somalia.
Il prefetto pistoiese ha espresso ai familiari parole di solidarietà e di vicinanza da parte delle istituzioni, assicurando il massimo contatto degli uffici con la Farnesina. Il sindaco di Pistoia Renzo Berti e l'assessore regionale alla solidarietà sociale, Massimo Toschi, sono andati nell'abitazione dei familiari di Paganini per esprimere la propria solidarietà. Di fronte all'abitazione dei Paganini, in via Erbosa 90 a Pistoia, si è formata una piccola folla di cronisti e fotocineoperatori. Intanto numerosi sono i commenti di solidarietà che arrivano dai politici locali.
"Esprimo a nome del Gruppo di Alleanza Nazionale in Consiglio regionale toscano solidarietà alle famiglie dei cooperanti rapiti in Somalia, tra i quali figura anche un cittadino pistoiese". Roberto Benedetti, capogruppo di An in Consiglio regionale ha espresso la propria solidarietà e quella di tutti i colleghi dopo aver appreso la notizia del rapimento dei volontari Giuliano Paganini, perito agronomo pistoiese, e della sua collega Iolanda Occhipinti.
Mi auguro che le forze di sicurezza somale riescano al più presto a localizzare gli ostaggi e a liberarli e che siano avviate tutte le procedure istituzionali per dare assistenza alla coppia rapita". Con queste parole il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini ha commentato il rapimento dei due volontari in Somalia, Giuliano Paganinie e Iolanda Occhipinti di Ragusa.
"Una famiglia che ha speso la sua vita per l'Africa". A parlare di Giuliano Paganini, cooperante del Cins, è Massimo Toschi, assessore regionale alla cooperazione che è venuto a Pistoia a far visita alla moglie Fulvia e alla figlia Valentina. "Conoscevano bene i rischi - ha detto Toschi - ma non si è mai preparati". L'assessore ha sottolineato che in più di un'occasione sia la moglie Fulvia che la figlia trentenne Valentina erano state in Africa.
"Mi auguro che nella vicenda, al di là di quel che faranno le forze di sicurezza somale, che si sono già attivate, ci sia un immediato e forte impegno della Farnesina per liberare i nostri connazionali". Queste le prime parole del presidente del consiglio provinciale di Pistoia, Marco Giunti. "Spero - ha continuato Giunti - che le forze di polizia somale riescano prima possibile a localizzare gli ostaggi e a liberarli, ma soprattutto che il governo italiano faccia tutto il possibile per questi volontari. Ultimamente, infatti, vengono presi di mira coloro che si trovano nei paesi di guerra per aiutare gli altri; un intervento pronto ed efficace del nostro esecutivo servirebbe anche a restituire fiducia ai numerosi nostri connazionali presenti nei territori disagiati a portare solidarietà e aiuti concreti. Esprimo, a nome mio e dell'intero consiglio provinciale di Pistoia, la vicinanza ai familiari degli ostaggi, augurandomi che vengano rilasciati al più presto".