Italia News
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
FIRENZE/16ENNE DIABETICA

Sospende terapia con insulina e muore
Indagata per omicidio l'omeopata

La procura fiorentina ha disposto accertamenti preliminari sul caso della 16enne, affetta da diabete mellito di tipo I, morta all'ospedale pediatrico 'Meyer', dopo essere stata ricoverata in coma per la sospensione della terapia insulinica a cui era sottoposta. Indagata, per omicidio volontario e esercizio abusivo della professione medica, l'omeopata che avrebbe sospeso la cura di insulina alla ragazza

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Gli amici della sedicenne morta davanti alla sua abitazione Firenze, 14 maggio 2008 - La procura fiorentina ha disposto accertamenti preliminari sul caso della ragazza toscana di 16 anni morta ieri sera all'ospedale pediatrico 'Meyer', dopo essere stata ricoverata in coma per la sospensione della terapia insulinica a cui era sottoposta perchè affetta da diabete mellito di tipo I. Gli accertamenti sono stati disposti dal pm d'urgenza Alessandro Crini e sono stati affidati alla squadra mobile di Firenze. Era stato lo stesso ospedale pediatrico fiorentino a sporgere denuncia in Procura.

 

La terapia insulinica era stata prescritta alla giovane dallo stesso Servizio di Diabetologia del 'Meyer' nel luglio del 2007, e stava dando ottimi risultati. Secondo quanto emerso, una dottoressa omeopata di Udine le aveva cambiato terapia, sostituendole 13 giorni fa l'insulina con dosi massicce di vitamine. Lunedì pomeriggio la 16enne è entrata in coma ed è stata ricoverata al 'Meyer'. Ieri sera, alle 20.15, il decesso, nel reparto di rianimazione.

 

Il cambio della cura è "un elemento che come l'intera dinamica della vicenda - si legge in una nota del 'Meyer' - sarà ora al vaglio delle autorità inquirenti, a cui l'Ospedale Pediatrico 'Meyer' offre la sua completa collaborazione, al fine di individuarne le precise responsabilità".

 

Gli investigatori della squadra mobile di Firenze hanno ascoltato i genitori della 16enne. Ai poliziotti i genitori hanno fornito il nome della persona alla quale si erano rivolti per far curare la figlia, che da tempo era seguita dagli specialisti del Meyer. Si tratterebbe di una persona di Udine con studio a Milano.

 

I genitori della ragazza si sarebbero rivolti a Marjorie Randolph attraverso le indicazioni di un medico, contattato tramite conoscenze. E' quanto avrebbero raccontato gli stessi genitori.

 

Secondo quanto emerso i genitori avrebbero chiesto altri pareri medici perché la cura con insulina che la ragazza, 16 anni, seguiva dal luglio 2007, era molto forte. Attraverso contatti sarebbero arrivati a un medico, che avrebbe confermato la diagnosi dell'ospedale pediatrico Meyer dove la sedicenne era in cura. Attraverso questo medico e forse anche tramite altri dottori i genitori sarebbero arrivati a Marjorie Randolph.
Quest'ultima, sempre secondo il racconto dei genitori, avrebbe fatto interrompere la terapia con insulina, prescrivendo vitamine e avrebbe insistito nel proseguire nella cura nonostante la ragazza accusasse malori.

 

Ieri sera gli agenti della 'mobile' hanno acquisito la documentazione medica della ragazza. L'autopsia sul corpo della ragazza verrà eseguita venerdì.  La madre della sedicenne è stata ascoltata dalla squadra mobile che sta svolgendo le indagini su delega del pm Alessandro Crini.  Gli accertamenti della procura riguardano adesso la dottoressa: si cerca di capire se la donna sia effettivamente un'omeopata così come spiegato dai genitori della ragazza.

 

Intanto è stato perquisto nel pomeriggio a Udine, in via Martignacco, lo studio dell'omeopata che avrebbe
sospeso la cura di insulina alla ragazza
.  È quanto si apprende in ambienti della questura friulana. Un avviso di garanzia e' stato notificato questo pomeriggio alla donna . La donna, Marjorie Randolph, e' stata iscritta nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di omicidio volontario e esercizio abusivo della professione medica.

 

L'avviso di garanzia è legato al fatto che venerdi' prossimo sara' eseguita l'autopsia sulla salma della sedicenne, esame disposto dal pm di Firenze Alessandro Crini, che coordina le indagini condotte dalla squadra mobile fiorentina. Il  provvedimento e' stato notificato alla donna nella sua abitazione di Milano dalla polizia. 

 

E' stato scoperto un vero e proprio carteggio, dalla Polizia di Udine,  in un appartamento nella disponibilità della donna.

 

Lo si è appreso in serata a Udine al termine della perquisizione che la Polizia ha fatto nello stesso appartamento. Del carteggio - da quanto si e' saputo - fa parte anche della corrispondenza postale fra la donna, la ragazza e,  presumibilmente, anche i suoi familiari.

 

Gli investigatori stanno verificando l'ipotesi secondo la quale la ragazza potrebbe essere stata visitata dalla donna proprio nell'appartamento di Udine, dove è stata trovata anche una grande quantita' di libri. 

 

LA DIFESA DELL'OMEOPATA

 

"Io non ho dato consigli per niente." Così Marjorie Randolph, l'omeopata indagata per la morte della 16enne diabetica a Firenze, che avrebbe interrotto l`assunzione d`insulina a favore di quella di un farmaco omeopatico, racconta la sua versione dei fatti. "Ho detto a questa ragazza: io posso suggerire al tuo medico delle possibili aggiunte di vitamine", ha spiegato alle telecamere di Studio Aperto.

"Io non ho dato consigli per niente - prosegue l'omeopata - Non ho mai detto di fare questa cura. Da molti anni faccio ricerche con medici. Io non faccio questo lavoro per guadagnare soldi, non metto un cartello sulla porta, non vendo vitamine, non vendo ricette, non prescrivo perché è illegale".

 

 

 IL MEYER

''Ha avuto un arresto cardiaco in casa. Sull'ambulanza del 118 è stata intubata ma quando è arrivata al nostro pronto soccorso era in coma causato dalla sospensione della terapia insulinica. Le sue condizioni erano gravissime''. Il direttore generale dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze, Paolo Morello, ha raccontato i drammatici momenti del ricovero, lunedì  pomeriggio, della sedicenne fiorentina, affetta da diabete mellito di tipo I, morta ieri. Morello ha rivelato che ieri, prima del decesso, quando il quadro clinico era già disperato, era stato ipotizzato l'espianto delle cornee. ''Ma - ha spiegato il direttore generale del Meyer - i genitori non hanno deciso in questo senso. Sarebbe stato possibile utilizzare solo le cornee data la situazione di grave deperimento degli organi vitali a seguito della sospensione della cura''.

 

''I genitori - ha spiegato Morello - ci hanno avvisato telefonicamente mentre la ragazza stava arrivando in ambulanza e ci hanno solo spiegato di aver sostituito l'insulina, su indicazione di una persona alla quale si erano rivolti, con vitamina C ed E a dosaggio altissimo''. La terapia insulinica era stata interrotta l'1 maggio. Il coma è sopraggiunto in meno di due settimane. ''Dipende - ha spiegato Morello - molto anche dalla dieta: più è ipercalorica più cresce la glicemia''.

 

LA RESPONSABILE DEL CENTRO REGIONALE DI DIABETOLOGIA PEDIATRICA 

Avrebbe dovuto presentarsi l'8 maggio scorso per una visita di controllo già concordata presso il centro di diabetologia dell'ospedale Meyer dove la seguivano dal momento della diagnosi, nel luglio 2007. Ma la ragazza sedicenne, morta ieri in seguito alla sospensione della terapia insulinica, ''non si è presentata''. Lo racconta la dottoressa Sonia Torni, responsabile del centro regionale di diabetologia pediatrica dell'ospedale fiorentino che aveva in cura la sedicenne e che oggi sottolinea: ''Con la terapia insulinica la ragazza stava molto bene''. Secondo lo stesso racconto dei genitori della giovane ai medici del pronto soccorso del Meyer, la sedicente professionista a cui si erano rivolti i genitori avrebbe sospeso la terapia insulinica prescrivendole dosi massicce di vitamina C ed E. La ''cura alternativa'' era cominciata il primo maggio. Esattamente dopo 12 giorni, la ragazza è entrata in coma dopo aver subito un attacco cardiaco in casa, secondo la ricostruzione della direzione generale dell'ospedale Meyer.

 

"La ragazza si era presentata, nel luglio 2007. Il quadro clinico era tipico del diabete all'esordio: era dimagrita, beveva molto - ha spiegato stamane la dottoressa Torni -. Ma con la terapia il quadro era molto migliorato. Era venuta, l'ultima volta, per un controllo in aprile e la situazione era molto buona. Avevamo fissato un nuovo appuntamento per l'8 maggio, ma non si sono presentati''. La dottoressa Torni ricorda che ''una delle prime raccomandazioni che si fanno ai genitori in caso di diagnosi di diabete è di non sospendere assolutamente la terapia insulinica''. ''Li invitiamo a rivolgerci a noi se intendono interpellare ad altri specialisti per un consulto - prosegue la dottoressa Torni -, e forniamo loro tutte le indicazioni indirizzandoli ai centri accreditati. Inoltre, forniamo una linea di consultazione telefonica 24 ore su 24. Ma i genitori di questa ragazza non ci hanno chiesto nulla''. Il centro di diabetologia del Meyer ha attualmente in cura 450 bambini affetti da diabete.

 

IL PARERE  DEL RAPPRESENTANTE DEI PEDIATRI DELLA PROVINCIA

 

"Anzitutto mi preme sottolineare la sicurezza dell'assistenza. In questa vicenda non c'è stato un errore
di malasanità
". Così Valdo Flori, rappresentante pediatri della provincia di Firenze ha commentato la morte della sedicenne avvenuta all'0spedale Meyer di Firenze dopo che le era stata sospesa la terapia con insulina.

 

"Dal punto di vista assistenziale - aggiunge - non ci sono state carenze. La ragazza era in cura all'ospedale pediatrico Meyer e la sospensione della terapia insulinica è avvenuta, a quanto mi risulta, volontariamente".
 

 

Altro aspetto importante che emerge dall'esito di questa vicenda "è - ha concluso il pediatra - la scelta pericolosissima, per certe malattie, di affidarsi completamente alle medicine cosiddette 'alternative' che sono complementari ma che non possono sostituire la terapia tradizionale. Oggi i contatti fra i centri specializzati di cura e il medico curante sono buoni ma se su qualcosa si può lavorare ancora, è proprio su uno scambio maggiore di informazioni fra i due soggetti. Definire, istituzionalizzandolo, il percorso assistenziale diventa di necessaria importanza, soprattutto nell'ambito delle patologie croniche".

 

"LA RETE TOSCANA DI MEDICINA INTEGRATA

 

La Rete Toscana di Medicina Integrata (RTMI), che coordina i servizi pubblici di Medicina Complementare, esclude che la terapia praticata alla ragazza "fosse di tipo non convenzionale o di tipo omeopatico, come
invece si legge su parte della stampa".

 

È quanto si legge in una nota. La Rete, inoltre, giudica questa scelta terapeutica "inaccettabile e totalmente ingiustificata perché al di fuori dei più elementari criteri di sicurezza e scientificità: la terapia insulinica non è sostituibile con nessun altro medicinale complementare o integratore 'naturale'".

 

"Per quanto ci è dato sapere al momento la terapia sarebbe stata prescritta da persona, non laureata in medicina e chirurgia, pertanto non abilitata alla professione medica, e la prescrizione consisterebbe esclusivamente in massicce dosi di vitamine, in particolare di vitamina C ed E, in sostituzione delle dosi di
insulina".

 

La RTMI, "a seguito di quanto accaduto ieri all'Ospedale Meyer di Firenze, intende ribadire la validità di una scelta, operata da molti anni, volta all'integrazione e all'utilizzo non alternativo di terapie che, non a caso, vengono oggi definite 'complementari'. Questo gravissimo episodio comunque pone con forza, una volta di più, la necessità di approvare al più presto una normativa nazionale che definisca i criteri di formazione dei medici che operano nel campo delle Medicine Complementari, a tutela in primo luogo dei cittadini che, sempre più numerosi, ricorrono a queste terapie".










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro