Firenze, 11 aprile 2008 - Le promesse di aumentare le pensioni, che accomunano Veltroni e Berluisconi, non affrontano nella sostanza il problema. Anche un incremento di cento euro al mese, che mi sembra molto difficile vista la situazione economica, non sarebbe sufficiente, da solo, perchè verrebbe vanificato dagli aumenti continui dei prezzi dei generi alimentari, delle bollette, degli affitti e così via. Serve, dunque, una politica per i redditi bassi. Ma chi può garantirla davvero al di là delle promesse elettorali?
Tiziana Taccetti - Orvieto
Risponde il direttore de 'La Nazione', Francesco Carrassi
E’ vero, l’aumento delle pensioni, comunque necessario e chiesto a gran voce da milioni di italiani che hanno visto diminuire il potere di acquisto dei propri salari, non basta se non è accompagnato da altre misure. Il futuro governo dovrà mettere in campo in tempi brevissimi una strategia capace di migliorare i bilanci familiari bassi e medi, di contrastare l’inflazione e di garantire maggiore produttività. E’ sicuramente un compito gravoso e i candidati premier lo sanno bene; non sarà una passeggiata per nessuno. Il voto utile, del quale si è parlato tanto, deve servire a garantire una maggioranza stabile e, dunque, un governo capace di decidere rapidamente. Cioè il contrario di quello che è accaduto troppo spesso con il governo Prodi. Ci sono molti pensionati che faticano ad arrivare alla fine della terza settimana, ci sono famiglie monoreddito costrette a grossi sacrifici. La politica, per recuperare credibilità, deve fare fatti concreti e senza perdere tempo. Questo, Berlusconi e Veltroni, per citare solo i leader dei due maggiori schieramenti, lo sanno bene.
Il direttore de 'La Nazione', Francesco Carrassi