Firenze, 6 aprile 2008 - GENTILE DIRETTORE, capisco che tutte le attenzioni siano rivolte al dramma dell’Alitalia e agli sforzi per salvare la società di bandiera dal fallimento. Ma l’Alitalia è la punta di un iceberg di un sistema di trasporto pubblico e privato che in Italia fa acqua da tutte le parti. C’è un continuo rincorrersi a tamponare falle sempre più vistose che ormai si trovano in ogni settore, dalla navigazione aerea, appunto, alla viabilità stradale e ferrroviaria. E nel sistema dei trasporti vanno anche inserite le infrastrutture portuali lungo una penisola che ne dovrebbe avere, se non di superaccessoriate, quantomeno di adeguate. Uso l’aggettivo adeguato sia sotto un profilo economico di capacità ricettiva e di movimentazione, compresa ovviamente la logistica, sia sotto un profilo ambientale. Dicevo della concentrazione delle attenzioni su Alitalia la cui situazione si è lasciata colpevolmente sfilacciare anno dopo anno. Ma basta dare un’occhiata alle strade e alle ferrovie per rendersi conto che ormai siamo arretrati in tutto mentre in particolare sulle ferrovie si addensano i rischi di nuovi tagli.
Giuseppe Faita, Massa
Risponde il direttore de 'La Nazione', Francesco Carrassi
TRALASCIO l’Alitalia sulla quale si stanno consumando, a buoi fuggiti dalla stalla, fiumi di parole e di inchiostro, per dire che quando si basa l’economia di un Paese non sul suo sviluppo e sulla sua produttività ma sulle performance delle entrate (tasse e imposte) la coperta sarà sempre più stretta per tutti. Così non solo il sistema dei trasporti fa acqua da ogni parte ma le grandi sfide in ogni settore strategico hanno subito l’ignavia del rinvio facendoci non solo rimanere al palo ma rendendo difficile anche gli interventi tampone. Il risultato oggi è che è difficile stabilire perfino quali sono le priorità.
Il direttore de 'La Nazione', Francesco Carrassi